«A Pescara abbiamo fatto un buon lavoro»

3 Luglio 2022

L’ex dirigente Matteassi: «Credo di aver rispettato le consegne. Ora attendo una nuova opportunità»

PESCARA. Dispiacere per la separazione e, soprattutto, il rimpianto per non aver avuto la possibilità di proseguire il lavoro iniziato nell’estate del 2021. L’avventura di Luca Matteassi a Pescara è durata un solo anno, ma all'amarezza provocata dall’addio il direttore sportivo toscano antepone la soddisfazione di aver svolto il suo compito con il massimo impegno, instaurando un buon rapporto con la squadra e la dirigenza, in primis con il presidente Daniele Sebastiani. «Sono un po’ dispiaciuto, non lo nascondo», le parole di Matteassi. «Pescara è una piazza prestigiosa, esigente e passionale. Mi sono trovato bene e Sebastiani non mi ha fatto mancare nulla. Devo solo ringraziarlo per la chance che mi ha dato e sono orgoglioso di averlo conosciuto. Nessuna telefonata dalla società dopo la fine del campionato? No, non sono stato avvisato, ho letto le notizie sui giornali e sui social network, ma ognuno è libero di comportarsi come vuole. Non c’è problema, non porto rancore».
Resta la delusione per non aver centrato la promozione.
«Non siamo riusciti a chiudere la stagione in terza posizione, poi tutto è diventato complicato. Peccato, avevamo tutte le carte in regola per raggiungere il terzo posto. Qualche rimpianto? Forse dovevamo continuare a giocare con il centrocampo a due, dal momento che in organico non avevamo mezze ali di ‘gamba’, forti fisicamente e abili negli inserimenti. Ma è inutile parlare di queste cose, si va avanti».
Soddisfatto del suo lavoro?
«Credo di aver rispettato le consegne. Durante il mercato la priorità era quella di togliere i contratti pesanti, ingaggiare giocatori in prestito ed essere comunque competitivi. Modena e Reggiana erano superiori, ma, ripeto, saremmo potuti arrivare terzi. Di sicuro, dopo la riorganizzazione dell’anno scorso, quest’anno avrei potuto lavorare con maggiore tranquillità. Faccio l’esempio di Pontisso, che lo scorso gennaio ho preso facendogli firmare un contratto di soli sei mesi. Non avevo la possibilità di proporgli un accordo più lungo. Se fossi rimasto l’avrei tenuto, come altri giocatori. Il mio futuro? Resto in attesa di una nuova opportunità». (g.t.)