A Rocca San Giovanni il presidente-portiere fa anche gol

9 Marzo 2018

ROCCA SAN GIOVANNI. E' il sogno di ogni presidente: entrare in campo per dare una mano alla propria squadra e realizzare il gol-partita. Un sogno destinato a rimanere tale per i più. Non per...

ROCCA SAN GIOVANNI. E' il sogno di ogni presidente: entrare in campo per dare una mano alla propria squadra e realizzare il gol-partita. Un sogno destinato a rimanere tale per i più. Non per Giampiero Flamminio, 33enne patron della Virtus Rocca San Giovanni, formazione iscritta al girone E della Seconda categoria. Nel quale spera di continuare a giocare anche la prossima stagione. E se dovesse riuscirci una piccola parte di merito, sarà anche sua. Domenica scorsa infatti, in occasione della delicata sfida salvezza con i Draghi San Luca, la Virtus ha conquistato l'intera posta in palio proprio in virtù della rete messa a segno da Flamminio, subentrato in corso d'opera. «A poco più di mezz'ora dalla fine», spiega il tecnico della squadra frentana Pio Fiore Di Vincenzo. Una sorta di mossa della disperazione, la sua, se si considera che in panchina c'era solo lui... «Tra infortuni, squalifiche e ragazzi impegni nei seggi per le votazioni», prosegue Di Vincenzo, «in distinta avevo giusto dodici nomi, undici dei quali scesi in campo dall'inizio. Diciamo quindi», ci scherza su, «che non avevo alternative, anche se non è la prima volta che mi capita di gettare nella mischia il mio "presidente". Cosa capitata pure l'anno scorso». Quel che però il mister non dice è che Flamminio di ruolo fa il portiere, non l'attaccante. Particolare che evidentemente non gli ha impedito di andare a segno, nel finale. «Mancava quasi un quarto d'ora al triplice fischio di chiusura», rammenta il trainer della Virtus, «e siccome durante le partitelle di allenamento, Giampiero spesso e volentieri si unisce agli altri, giocando in attacco, mi sono detto: “Perché no?". Ed ha avuto ragione, visto che è stato proprio il presidente biancorosso ad andare in gol. «E per completare l'opera», se la ride Di Vincenzo, «ha pensato bene di farsi pure espellere, per somma di ammonizioni». Il risultato però non è cambiato, consentendo ai roccolani di conquistare tre punti d'oro e di scavalcare, in un colpo solo, sia i Draghi che il Tornareccio, agganciando al quart'ultimo posto, Sporting Altino e Dinamo Pescara. Un bel balzo in avanti, per un club i cui tesserati non percepiscono alcun rimborso spesa, giocando solo per passione. Una rosa tutto sommato giovane, della quale fanno parte anche quattro stranieri, come l'albanese Gjikaj, il rumeno Saternus e due giovani profughi africani provenienti dal Centro di accoglienza di Torino di Sangro: Bubacarr Bah e Badra Samake, entrambi del '99. «Ottimi ragazzi, che ci stanno dando una mano ed hanno subito legato col gruppo. Peccato solo», conclude mister Di Vincenzo, «che per mancanza di documenti, non sia stato possibile tesserarli tutti, visto ce ne sono altri cinque che si allenano con noi, due dei quali davvero fortissimi».
Stefano De Cristofaro
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