Abodi: il sistema calcio è da ripulire

6 Dicembre 2022

Il ministro: «La Juve? Probabilmente non sarà il solo club coinvolto»

ROMA. Una cosa mette d'accordo tutti: nella giustizia sportiva e in particolare nel caso Juve, serve una risposta celere. A spazzare via le ombre di nuova Calciopoli, però, ci pensa il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, perché «esprimere ora un giudizio sarebbe intempestivo», ma commentando quanto sta accadendo in casa bianconera aggiunge anche come la Juventus «probabilmente non rimarrà il solo club». Una situazione «che ci permetterà di fare pulizia» ha poi proseguito il titolare del dicastero che a quattro settimane dal suo insediamento ha già visto emergere diversi casi sul tavolo. Dalla Curva dell'Inter allo scandalo nella Federginnastica, passando per l'arresto di Rosario D'Onofrio e ora le indagini sulla Juventus. «Dopo i fatti di quest'ultimo mese da quando siamo al governo, la gente si rivolge a noi cercando luce e speranza, chiede chiarezza, pulizia e anche di restituire un po’ di onore a questo mondo che ha radici profonde», precisa Abodi. L'obiettivo è dare nuova credibilità al sistema, ma senza incappare nella fretta perché «il tempo è prezioso, ma non vorrei che ci perdessimo dietro qualcosa». Per questo sarà fondamentale il ruolo e il lavoro che le due procure stanno svolgendo, a cominciare dal caso specifico che ha coinvolto il club bianconero. Da una parte la giustizia sportiva, dall'altra quella ordinaria, con il diktat di Abodi che è chiaro: «Dobbiamo comprendere cosa sta accadendo, dando risposte all'opinione pubblica. Chi sta lavorando deve accertare i fatti e io sono convinto che le valutazioni da un lato consentiranno di comprendere la natura del fenomeno collegato a quanto successo negli ultimi due anni e mezzo, dall'altro di accertare eventuali responsabilità di fronte alle quali dobbiamo attendere che la giustizia dello stato e dello sport facciano velocemente il loro corso».