Abruzzo vetrina nazionale del “Lancio del formaggio”

Le gare il 9 e 10 giugno a Bocca di Valle di Guardiagrele, nel parco della Maiella In campo 5 categorie in base al peso del prodotto: da un minimo di 1 a 22 chili
GUARDIAGRELE. C’erano riusciti già lo scorso anno ospitando il campionato italiano e ottenendo, alla fine, il plauso generale per l’ottima organizzazione e anche per i risultati ottenuti dagli atleti locali. Ora ci riprovano accogliendo sul territorio il IX Pentathlon, anche questa tappa inserita nel programma della Federazione italiana giochi e sport tradizionali come manifestazione di valenza nazionale. Tant’è che il 9 e 10 giugno sono attesi a Bocca di Valle di Guardiagrele circa 150 tra giocatori e loro accompagnatori provenienti da varie regioni italiane. Si tratta del “Lancio del formaggio”, che l’Associazione Amici della Ruzzola di Guardiagrele sta preparando per la migliore riuscita. Il sodalizio è nato otto anni fa e ha partecipato sempre a competizioni locali e nazionali aggiudicandosi anche quattro campionati italiani e collocando nelle piazze d’onore numerosi associati. Il “Lancio del formaggio” o “Gioco della ruzzola”, ha origini fatte risalire da diversi studiosi agli Etruschi. Risulta evidente il collegamento del gioco con una cultura pastorale, basata sulla trasformazione del latte in formaggio. La forma sferica del prodotto caseario ha certamente suggerito la nascita di una competizione basata sulla capacità di far compiere alla “forma” del formaggio il percorso più lungo, così come, ancor prima, era nato il gioco del lancio del disco, immortalato dalla classicità greca. A Tarquinia, in una tomba etrusca, è stato trovato un affresco raffigurante un uomo nell’atto di lanciare un oggetto sferico che viene identificato in una forma di formaggio. In ambito abruzzese, di questo gioco si trova testimonianza nello statuto della Città di Atri, negli anni dal 1504 al 1532, il quale, al capitolo CXIV, ne vieta la pratica sulle strade pubbliche, mentre al capitolo CXV prevede le sanzioni per i danni a cose e persone provocati dai giocatori di ruzzola al di fuori del paese. Il libro “La mia guerra contro i briganti nell’anno 1806” dell’ufficiale napoleonico Remy d’Hauteroche, descrive la pratica della ruzzola nella città di Pescara. Accenni al gioco della Ruzzola sono contenuti nelle opere di Alessandro Adimari (“Odi di Pindaro”), Angelo Maria Ricci (“La guerra dei ranocchi e de’ topi” del 1741), Andrea Agostino Casotti (“Celidora, ovvero il governo di Marmantile”) Mario Pratesi, Ardengo Soffici, che lo praticava personalmente (“Passi tra le rovine”) e Gabriele D’Annunzio (“Prose di ricerca, di lotta, di comando”).
Oggi il “Lancio del formaggio” è praticato, oltre che in Abruzzo anche in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Campania e Calabria ed è riconosciuto come disciplina sportiva associata riconosciuta dal Coni nell’ambito dei “Giochi e degli sport tradizionali”. Viene praticato mediante il lancio di una forma di formaggio stagionato, e per questo molto resistente, con l’ausilio di una fettuccia avvolta attorno alla forma prima del lancio e che si svolge conferendole un moto circolare che ne aumenta la velocità e le conferisce anche la direzione. Occorrono doti di forza, abilità e concentrazione in quanto sono di fondamentale importanza la scelta della fettuccia da avvolgere al formaggio, la sua collocazione attorno alla forma in modo da influenzarne l’inclinazione e conferirle la voluta direzione, la posizione dalla quale partire per l’esecuzione del lancio, e ciò con riferimento alle caratteristiche più o meno declivi del terreno.
La vittoria spetterà al giocatore che, a parità di lanci, avrà fatto compiere alla forma il percorso più lungo.
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