Accordo per Gravina presidente Figc

28 Settembre 2018

Lega Pro, dilettanti, arbitri e allenatori sostengono il dirigente abruzzese

È caduto anche l’ultimo velo dopo l’incontro di ieri: Gabriele Gravina, 65 anni il prossimo 5 ottobre, originario di Castellaneta in provincia di Taranto, ma ormai abruzzese d’adozione, è il candidato alla poltrona di presidente federale alle elezioni che si svolgeranno il prossimo 22 ottobre a Fiumicino. Confermata, quindi, l’indiscrezione del Centro dei giorni scorsi. L’ex presidente del Castel di Sangro dei miracoli degli anni Novanta e attuale numero uno della Lega Pro, al momento, è il candidato della Lega Nazionale Dilettanti, della stessa Lega Pro, degli arbitri (Aia) e degli allenatori (Aiac).
Tutte componenti che ieri hanno firmato un accordo per accompagnare una candidatura che a questo punto a buone possibilità di riuscita. Non c’è più l’Associazione italiana calciatori, che tanto aveva lottato negli ultimi mesi per porre fine al commissariamento della Figc, ma le quattro componenti firmatarie raccolgono insieme il 63 per cento dei voti, mentre Lega di A, Lega di B e appunto Aic non hanno ancora espresso preferenze.
Nel comunicato stampa diffuso nel pomeriggio, Lnd, Lega Pro, Aiac e Aia hanno confermato la volontà «di interloquire con le altre componenti con piena disponibilità», come del resto il presidente in pectore Gravina ha fatto anche ieri mattina incontrando a Milano il numero uno della Lega di A Gianfranco Miccichè. Un confronto cordiale, il primo diretto tra il favorito alla presidenza della Figc e la massima serie, «il motore» economico del calcio italiano. Miccichè farà il punto della situazione con i presidenti dei venti club nell’assemblea di lunedì, quando peraltro a Milano è in programma anche l’assemblea dell’Assocalciatori che deve trovare una nuova posizione dopo la rottura del presidente Tommasi con la maggioranza che sostiene Gravina.
Esiste anche la possibilità che la Lega A si aggiunga alle quattro componenti che sostengono Gravina, magari rimarcando il ruolo centrale della serie A. E tra gli stessi calciatori c’è fermento, visto che molti non vorrebbero rompere il patto del 73% così come ha fatto Tommasi mercoledì sera dopo che Gravina e Sibilia (probabile vice presidente vicario) avevano raggiunto un’intesa con gli allenatori che pesano per il 10% alle votazioni. La sensazione è che sia pur con qualche distinguo Gabriele Gravina possa raggiungere la meta aggiungendo altri consensi al 63% di partenza.
Non a caso nei giorni scorsi ha incassato anche l’endorsement del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che ne ha tratteggiato la capacità di sintesi e di trovare le soluzione per risolvere i problemi nel mondo del calcio. Al momento non si scorgono all’orizzonte antagonisti che potrebbero creargli ostacoli. E probabilmente nemmeno ce ne saranno visto che Gravina parte con una buona dote di consensi.
Il prossimo governo della Figc rimarrà in carica fino al 2020, ovvero al termine del quadriennio olimpico.
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