Addio a Pigni, pioniera del mezzofondo

12 Giugno 2021

Bronzo alle Olimpiadi di Monaco ’72, è morta a causa di un malore

ROMA. Migliorò il suo record italiano tre volte in cinque giorni ai Giochi di Monaco 1972, arrendendosi nella gara per le medaglie solo alla russa Lyudmila Bragina, che realizzò il primato mondiale, e alla tedesca dell’Est Gunhild Hoffmeister, che la bruciò per un decimo. Paola Pigni, pioniera dell’atletica femminile moderna, è morta ieri a 75 anni. Con quel bronzo nella prima finale olimpica dei 1.500 metri donne scrisse una pagina di storia del mezzofondo, e in generale dello sport italiano.
Le è stato fatale un improvviso malore, poco dopo aver partecipato alla Festa dell’educazione alimentare nelle scuole, alla quale era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nata un giorno prima del capodanno 1945 a Milano, era figlia del tenore Renzo Pigni e della soprano Montserrat Hurtado. All’Arena Civica, il 2 luglio 1969, da 24enne impiegata alla Bielloni, stabilisce il suo primo di sei record mondiali. Ci sono anche due Mondiali di corsa campestre (1973 e 1974) e un bronzo europeo nei 1.500 nella carriera che questa prodigiosa atleta (33 volte ha indossato la maglia della nazionale) ha vissuto con al fianco Bruno Cacchi, catanese scomparso nel 2019 a 87 anni, prima suo allenatore e poi suo marito, da cui ha avuto due figli, Chiara, nata un anno prima di Monaco 1972, e Claudio.
«Lo sport italiano non è solo i suoi campioni ma tutti quelli che fanno sport, i campioni solo le punte dell’iceberg», ha detto nel 2016, quando è stata inserita nella Walk of Fame. In prima linea contro il doping, negli anni, Paola Pigni aveva trovato una seconda famiglia nella Federazione bocce, dove è stata responsabile dell'Ufficio stampa e pubbliche relazioni.