Adunata dei tifosi domenica allo stadio alle 19,22

15 Dicembre 2016

Dagli anni Cinquanta a oggi gioie e dolori: dalla serie B sfiorata fino alla vittoria del San Paolo nel 2004

CHIETI. Si sono dati appuntamento per domenica alle ore 19,22 in curva Volpi. Non è un orario casuale. I tifosi del Chieti si riuniranno allo stadio Angelini quando le lancette dell'orologio toccheranno le quattro cifre che compongono l'anno di fondazione della squadra del cuore. Millenovecentoventidue sono gli anni della Chieti Calcio, che ieri è stata dichiarata fallita dal tribunale per la seconda volta (la prima nel 2006) in 94 anni di storia. Ma la tifoseria è pronta a rialzarsi di nuovo. Domenica tutti i tifosi coloreranno il settore della curva Volpi con bandiere e sciarpe per dimostrare che il popolo neroverde è più vivo che mai e vuole tornare a rivivere le emozioni di un tempo. In 94 anni il Chieti ha regalato gioie e dolori ai suoi tifosi. Negli anni Cinquanta la squadra neroverde venne soprannominata il "Milan del sud" dai maggiori quotidiani nazionali per aver inanellato diciotto risultati utili consecutivi. Era il Chieti del bomber Armando Esposito, detto "Formaggino" perché era piccolino, rapido e aveva un fiuto innato per il gol: ne fece 69 in 150 partite con la maglia neroverde. Indimenticabili gli anni in cui il Chieti giocava alla Civitella, in pieno centro storico, in un catino sempre pieno all'inverosimile che incuteva timore agli avversari. La prima grande beffa risale alla stagione 1963-1964, la migliore della storia neroverde ma dal finale amaro. Erano gli anni del presidente Guido Angelini, a cui venne poi dedicato il nuovo stadio inaugurato nel 1970 con l'amichevole Chieti-Milan (1-7) diretta dall'arbitro Concetto Lo Bello davanti a 11mila spettatori. Nel 1963-1964 la squadra, allenata da Tom Rosati, sfiorò la serie B, arrivando seconda a due punti dal Trani. Gli anni successivi ad Angelini, tra Marino e Barbiero, furono di declino. E' stato Mario Mancaniello, imprenditore toscano, a risollevare le sorti del calcio teatino. Nel 1985, nel primo anno della sua gestione, il Chieti perse ai rigori lo spareggio promozione con il Lanciano sul neutro di Latina. L'anno successivo, però, i neroverdi tornarono in C2, prima di perdere un altro spareggio con la Ternana, sempre ai rigori, a Cesena. La stagione più bella della gestione Mancaniello è stata quella del 1990-1991. Il Chieti di Morganti, De Amicis, Feola, Sgherri, Pagliari, Pallanch e Cavezzi, allenato da Ezio Volpi, ottenne la promozione in C1 con otto giornate di anticipo. Alti e bassi anche sotto la gestione di Antonio Buccilli. Storica la finale play off vinta con il Teramo per salire in C1 nel 2000-2001 con quel colpo di testa di Pignotti che mandò in delirio oltre 7mila tifosi neroverdi. Era il Chieti di Fabio Grosso, poi diventato campione del mondo, del capitano Alessandro Battisti e di Beppe Aquino, beniamino dei tifosi. Il 9 settembre 2001 i neroverdi di Piero Braglia vinsero 1-0 il derby con il Pescara con gol di Paolo Zaccagnini. Nel 2003-2004, la squadra ottenne il record di punti in C1 (48) e sfiorò i play off con l'attaccante Fabio Quagliarella, esploso in neroverde.

Dalla storica vittoria al San Paolo di Napoli alla mancata iscrizione in C2. E' l'estate del 2006: il Chieti riparte dalla Promozione con Giustino Angeloni e torna in Lega Pro con Walter Bellia. Nel 2013-2014 la retrocessione in D, poi due anni di anonimato e infine, con la breve gestione Mauro Giacomini, il punto più basso della storia neroverde. Ieri il Chieti è fallito per la seconda volta e dovrà rialzarsi come ha sempre fatto in 94 anni di storia di alti e bassi. (g.g.)

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