Agnelli: mai subito minacce dagli ultrà

19 Maggio 2017

Il patron della Juventus all’Antimafia: «Ma lo stadio piccolo favorisce i bagarini»

La Juventus non è mai stata avvertita «da organi dello Stato» dello spessore criminale di Rocco Dominello, nè la società ha «mai ricevuto informative» in merito dalla Digos. Così il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, alla Commissione Antimafia. Dominello - l'imputato che, per l'accusa al processo Alto Piemonte tentò di infiltrarsi nel business del bagarinaggio per conto delle cosche «non è stato scelto da noi, ma dalla curva», ha chiarito Agnelli. «Se non solo io, ma tutti i miei dipendenti avessero saputo quello che poi è emerso, mai avremmo avuto rapporti con lui». Ma d'altra parte, se «la questura non sapeva chi fosse, perché dovevo saperlo io?». Agnelli ha aggiunto di aver deciso, all'inizio di ogni annata calcistica, di incontrare i rappresentanti degli ultras per «raccogliere le istanze che da quel settore dello stadio provenivano in modo che anche questa parte della tifoseria particolarmente calda non si sentisse discriminata, con il rischio che creasse problemi di ordine pubblico all'interno degli stadi». Quanto agli incontri con Dominello, «non l'ho mai visto da solo», poi ha chiarito di non aver «mai subito minacce da ultrà». Quanto al bagarinaggio, «certamente esiste e deve essere contrastato», soprattutto ha puntato il dito contro «il fare incetta di tagliandi a fini speculativi». Sul bagarinaggio ha influito anche la gestione di «uno stadio troppo piccolo». La presidente Rosy Bindi, che a più riprese ha incalzato Agnelli, gli ha fatto in apertura di seduta i complimenti per la conquista della Coppa Italia. Il presidente del Comitato Mafia e sport dell'Antimafia, Marco di Lello Pd, si è detto soddisfatto. «Una serie di elementi sono stati chiariti: ci sono stati gli incontri con Dominello, ci può essere stata la mancata consapevolezza, credo presidente Agnelli. Qualcosa non ha funzionato e ciò riguarda non solo la Juve. Per questo continueremo a lavorare per proporre al Parlamento alcuni interventi normativi sul bagarinaggio e sulle scommesse».