Aic apre al taglio degli ingaggi

25 Marzo 2020

L’Assocalciatori pronta a trattare, il Bayern si riduce lo stipendio del 20%

MILANO . Tagliare gli ingaggi in percentuali diverse in base all'entità, a scaglioni come in passato di fronte a un fallimento societario. È una delle soluzioni su cui la serie A lavora per contenere le perdite economiche causate dall'emergenza coronavirus. L'Assocalciatori (Aic)non è contraria, attende scenari più chiari. Ancora non vengono azzardate ipotesi di date sulla ripresa dei campionati, ma la Lega serie A ha elaborato diversi scenari, con ricadute più pesanti qualora la stagione sia tronca. «Per me il campionato finisce qui. L'anno prossimo si potrebbe giocare a 22 squadre», dice il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero. Secondo altre tesi, il campionato va concluso, anche sforando di qualche mese nella prossima stagione, con i contratti dei giocatori in proroga. Ieri nell'ennesima riunione delle società in conference call, questa volta non si è parlato di quando si potrebbe riprendere a giocare, ma di come fronteggiare la crisi. C'è una serie di obiettivi per cui serve un intervento del Parlamento e quindi al momento vanno messi da parte, come la riforma della legge Melandri sui diritti tv, di quella sul professionismo, incentivi per la realizzazione di stadi, o la modifica del bando che vieta alle società di scommesse di sponsorizzare lo sport. Tutte queste necessità, assieme agli scenari di perdite che vanno da 160 milioni di euro a oltre 700 fra botteghino, sponsor e diritti tv, sono state messi nero su bianco in documento inviato alla Figc, che ha raccolto le esigenze anche di Lega B e Lega Pro.
Ieri pomeriggio il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha poi incontrato i presidenti delle varie leghe, un vertice per fare sulle proposte da girare al governo, che potrebbero entrare in un emendamento al decreto Cura Italia. Di fronte alla tragedia di migliaia di morti, con gli ospedali vicini al collasso e aziende che non sanno se e come potranno riaprire i battenti, il calcio non può gravare in questo momento sulle casse dello Stato. Per questo ci si sta concentrando su proposte a costo zero. Ad esempio la rivalutazione dei crediti e l'allungamento del periodo di tempo per ammortizzarli, misure per evitare forti svalutazioni e il rischio di default delle società, molte delle quali già da tempo non sono in solidissime condizioni finanziarie. L'obiettivo è avere una sorta di paracadute normativo per evitare poi fra qualche mese contenziosi. Sì alla riduzione degli ingaggi in questo momento di pausa forzata per la pandemia coronavirus.
Intanto in Germania, secondo i media, i giocatori del Bayern Monaco hanno accettato un taglio dell’ingaggio del 20%. Una scelta che avrebbero fatto anche altri club della Bundesliga e che, nel caso della società bavarese, coinvolge anche i dirigenti. In casa Borussia Dortmund il tecnico Lucien Favre è pronto ad accettare la riduzione dello stipendio, mentre il club pensa a una riduzione del 20% dei salari dei calciatori finchè il campionato sarà fermo, del 10% se si dovesse tornare a giocare a porte chiuse. Anche i giocatori di Borussia Moenchengladbach, Werder Bremen e Schalke 04 pronti a ridurre gli ingaggi, mentre il Bayer Leverkusen sta studiando iniziative simili.
Roberto Di Candio