Aielli, il successo del manager all’inglese

Il tecnico è il segreto del Chieti Torre Alex che sta dominando il campionato di Promozione
Gabriele Aielli è il simbolo della parte felice del tifo neroverde. È lui ad allenare il Chieti Torre Alex, la squadra che, sia pure in Promozione, inanella un record dopo l’altro, macinando gioco, reti e avversari.
L’esatto contrario di quanto ha fatto la prima (si fa per dire) espressione calcistica della città. Che dopo aver racimolato un solo punto in 16 gare, subendone due di penalizzazione, è fallita, con l’onta del ritiro dal campionato di serie D (mai successo in 94 anni).
Da oggi, quindi, il pallone in città continua sì a rotolare, ma due categorie più in basso. Dove opera appunto il 44enne tecnico originario di Penne (dove risiede), la cui attuale vita si divide tra gli impegni sportivi del capoluogo teatino e l’attività lavorativa, svolta come insegnante di Fitness, in una palestra di Montesilvano.
«Non mi fermo un attimo, spostandomi in continuazione da una parte all’altra, ma i sacrifici sono ampiamente ripagati dalle soddisfazioni», svela lo stesso Aielli, trequartista di buon livello (a 16 anni l'esordio in serie D, col Penne), prima che gli impegni di studio (a L’Aquila, dove si è laureato in Scienze Motorie) lo inducessero a interrompere la professione calcistica. Non del tutto però, perché la passione, rimasta intatta, lo spinse, di lì a poco, a tornare sui campi di calcio. In un ruolo diverso, ma altrettanto coinvolgente.
«Fu il Vestina», rammenta, Aielli, «a offrirmi la possibilità di allenare. Prima nelle giovanili, quindi affidandomi la squadra maggiore». Tre stagioni di fila: due in Prima e uno in Promozione (complice il campionato vinto al secondo anno), col successivo impiego a Penne e Ortona come vice di Peppe Donatelli. Da lì, poi, altre due esperienze, altrettanto formative: nelle giovanili del Pescara (Allievi e Berretti nazionali) e alla guida delle rappresentative regionali.
Sei anni in totale (quattro con la squadra Allievi, due con la Juniores) e un titolo nazionale vinto, con gli Allievi, nell0edizione 2014 del Torneo delle Regioni.
Infine la scorsa estate, la proposta della neonata Chieti Torre Alex del presidente Giulio Trevisan. «Una persona eccezionale. E non sono il solo a dirlo, visto che per lui, al di là dei risultati, pur esaltanti, sin qui conseguiti, parla anche la perfetta organizzazione data alla società. Che ha progetti ambiziosi e, soprattutto, i mezzi per realizzarli. Del resto, ai ragazzi non manca davvero nulla, tant'è che la loro unica preoccupazione è di giocare secondo le loro possibilità». Che sono notevoli: «Certo, e non solo dal punto di vista tecnico. Quando receperire la proposta del club, mi è stata consegnata la panchina della squadra neroverde, il presidente Trevisan mi affidò anche il compito, non facile ma di certo stimolante, di allestire un organico vincente. Un ruolo da manager, come accade agli allenatori inglesi, per capirci. E nello scegliere gli elementi, ho tenuto in grande considerazione anche l'aspetto umano».
E con ottimi risultati, se è vero che delle 17 gare nel girone di andata, il Chieti Torre Alex ne ha vinte ben 16 e pareggiate 1, inanellando un'impressionante serie di record, compreso l'abissale vantaggio (11 punti, al giro di boa) nei confronti della vice capolista del girone B, Spoltore. «L’esito del campionato», conclude Aielli, il cui calcio prevede che si attacchi e ci si difenda con più uomini, «dipende solo da noi e da come affronteremo le prossime gare. Pensando a un avversario per volta». (s.d.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

