Akele prepara le valigie e Roseto pensa a Oliva

22 Maggio 2019

L’ala: «Non nego le mie ambizioni, penso alla serie A  ma non per andare a scaldare la panchina e basta»

ROSETO. Tra le più belle sorprese della stagione in A2 c’è Nicola Akele, lo Squalo tuttofare che forse più di tutti ha fatto parlare di sé: dopo averlo visto difendere su play maker e pivot con eguale intensità, non c’è oggi un solo allenatore che per lui non auspichi un roseo futuro. Sorridente e positivo come pochi, Akele incassa i complimenti: «Sono tornato in Italia dopo quattro anni passati in America, il primo alla High School e altri tre al college, e siccome arrivavo da una stagione dove giocavo poco e fuori ruolo, avevo accettato l’offerta del Roseto, per iniziare così la mia carriera da professionista. In realtà non avevo aspettative particolari, ero solamente curioso di mettere in mostra le mie qualità: avere la fiducia del coach fin dal primo momento è stato fondamentale»: Una stagione ad alto fatturato la sua: oltre 13 punti e 7 rimbalzi di media di cui quasi 3 in attacco, una statistica migliorata nei play off: «In una stagione ci sono tanti momenti, a cominciare dalla preparazione estiva, dove ho faticato tanto per riaggiustarmi rispetto al basket europeo. Non sono contento di certi su e giù ancora da limare, penso ad esempio alla gara d’esordio con Mantova dove ero ancora un pesce fuor d’acqua, o a quelle con Montegranaro e Treviso dove non ho dato nulla alla squadra; di contro ricordo con piacere la partita di Ravenna dove segnai 34 punti e più in generale tutte le gare di quel magico dicembre. Infine le gare di play off: mi sentivo bene, peccato che siamo usciti a gara 5 del primo turno». Non per nulla il suo giocatore di riferimento è Leonard dei Toronto Raptors: «Ma non per i suoi tiri impossibili ma vincenti; di lui mi piace la costanza di rendimento in attacco e in difesa, vorrei avere anch’io quel tipo d’impatto in gara». Compagni ed avversari sono rimasti colpiti non solo dalla sua tecnica e dal suo atletismo, ma soprattutto per come mette in campo il suo gioco, un’ondata di positività contagiosa per il gruppo: «All’inizio di ogni match non so come giocherò, ma so di poter controllare l’energia che porto alla squadra, credo sia questo il mio punto di forza». Ancora sotto contratto con gli Sharks che l’anno scorso gli fecero firmare un contratto di 1 anno + 1, Akele in realtà sembra già destinato a fare grandi cose: «Il mio obiettivo è di giocare ai più alti livelli, un passo alla volta. Non nego le mie ambizioni, penso alla serie A ma ci andrò solo se ci saranno le condizioni giuste: non ho nessuna intenzione di salire di categoria per rimanere seduto a scaldare la panchina, meglio allora restare in A2». La sensazione è che la chiamata giusta arriverà, e che agli Sharks non resti che iniziare a cercarsi un sostituto di qualità, magari di nuovo un italiano d’oltreoceano: un nome buono potrebbe essere quello di Pierfrancesco Oliva, che ha finito quest’anno il college, potrebbe essere questa la scommessa giusta.
Marco Rapone
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