Aleksandersen o Seutens? Pasticcio sul vincitore della prova maschile

11 Giugno 2018

La prima competizione senza professionisti finisce con un giallo Caos sui tempi di arrivo. Terzetto abruzzese domina la staffetta

PESCARA. L'ottava edizione dell'IronMan 70.3 Italy che si è disputata ieri a Pescara non celebra un vincitore ufficiale, anzi semina dubbi e perplessità. A tagliare il traguardo per primi, sia tra gli uomini sia tra le donne, sono stati due atleti provenienti dalla Norvegia: Tommy Aleksandersen e Gunhild Berntsen.
Entrambi sono stati annunciati e premiati dai presentatori dell'evento come i vincitori 2018 della tappa pescarese dell'IronMan. Tra gli uomini sono stati annunciati e affiancati sul podio ad Aleksandersen, il siciliano Fabio Pruiti e lo spagnolo Roberto Ruiz Sedano. Il risultato, però, è stato smentito in serata da un comunicato dell'organizzazione, che ha indicato ai primi tre posti, «con tempi non ufficiali», il belga Tom Seutens, il tedesco Christian Storzer e il norvegese Lars Pettern Stormo. Il problema, come spiegano dall'organizzazione dell'evento, risiede nel fatto che, essendoci la divisione per gruppi di età, gli iscritti sono partiti in orari scaglionati in base all'età e il risultato è stato che i primi a tagliare il traguardo (e premiati come vincitori dai presentatori dell'evento) non sarebbero stati coloro che hanno impiegato il minor tempo nel coprire le tre frazioni della gara. Insomma, un guazzabuglio.
La classica competizione di triathlon, che si è disputata ieri per l'ottava volta consecutiva nel capoluogo adriatico, è stata la prima nella quale ai nastri di partenza mancavano gli atleti professionisti, che tra uomini e donne, nelle passate edizioni, sono sempre stati una trentina. Tra di essi c'è stato anche l'italo-argentino Daniel Fontana, primo trionfatore dell'IronMan pescarese (poi vinto una seconda volta), che in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato di Pescara come «una tappa ormai divenuta di riferimento per i triatleti». Alle 9 in punto lo start, con la suddivisione in age group, di circa milleduecento atleti provenienti da diversi parti d'Europa e del mondo. Dopo un chilometro e 900 metri di nuoto nel tratto di mare antistante la Nave di Cascella, i concorrenti in gara sono saliti in sella alle biciclette per percorrere novanta chilometri nella frazione di ciclismo con tre giri sull'Asse attrezzato e infine, rientrati in città, hanno terminato con i 21 chilometri e 100 metri di corsa. All'arrivo gli atleti sono stati accolti da qualche centinaio di persone e dalle medaglie subito messe al collo. Tra le note dolenti c'è forse la partecipazione di pubblico, che sembra inversamente proporzionale al crescere del numero delle edizioni. E al momento pare che non ci siano certezze sull'edizione 2019 a Pescara dell'IronMan 70.3 Italy. Tornando alla giornata di gara, a mezzogiorno sono invece partiti (due atleti ogni cinque secondi), i duecentocinquanta iscritti al 5150, l'olimpico targato IronMan che messo alla prova i partecipanti con un chilometro e mezzo di nuoto, quaranta di ciclismo e dieci di corsa. Ad assistere lungo le strade i circa millecinquecento atleti in gara sono stati i volontari delle associazioni Avis Comunale Pescara, Aido, Antr, Lega Fibrosi Cistica, Aned e Aitf, mentre dei soccorsi, per fortuna pochi, si sono occupati i volontari della Misericordia. Tra i casi segnalati un ciclista che è finito contro un cartello stradale dopo che uno spettatore gli ha tagliato la strada, i soliti problemi di disidratazione e qualche acciacco di tipo muscolare. Tra gli abruzzesi i primi a tagliare il traguardo sono stati i pescaresi Alessandro Buccieri e Andrea Masciarelli: il primo, 36enne pescarese, ha concluso in 4 ore e 22 minuti e 38 secondi ma è stato squalificato perché negli ultimi metri di gara ha preso in braccio la figlia di un anno, Benedetta, per tagliare il traguardo con lei. Mentre Masciarelli ha chiuso in 4 ore 29 minuti e 7 secondi. Nelle staffette primo posto per un terzetto tutto abruzzese, Tekno Ascensori, formato da Alessio Matarazzo (nuoto), Luca (bici) e Alessio Bisogno (corsa). I trionfatori della passata edizione, Daniele Toro, Carmine Marulli e Adugna Biniyam Senibeta dell'Osteria del Contadino, hanno dovuto accontentarsi del secondo posto per meno di due minuti di differenza: il trio Teknoscensori ha chiuso in 3 ore 53 minuti e 52 secondi, mentre l'Osteria del Contadino in 3 ore 55 minuti e 25 secondi. Al terzo posto i Lumikobike.
Loris Zamparelli