ALL’APPELLO MANCANO I GOL DI COCCO

di ANTONIO DE LEONARDIS Eccoci all'ultimo atto dell'andata, il Pescara ci arriva a passo di carica con 34 punti, 10 vittorie (solo Cagliari, Crotone e Novara hanno fatto meglio) e un quinto posto che...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Eccoci all'ultimo atto dell'andata, il Pescara ci arriva a passo di carica con 34 punti, 10 vittorie (solo Cagliari, Crotone e Novara hanno fatto meglio) e un quinto posto che lascia la porta aperta ad allettanti sviluppi qualora, come è lecito attendersi, il processo di crescita dovesse continuare nella seconda e decisiva fase del campionato. Una squadra giovane e largamente rinnovata quella messa su da Massimo Oddo che, strada facendo, ha costantemente cambiato pelle, senza peraltro perdere di vista la sua identità, ovvero la capacità di giocare senza troppi timori, puntando sulle proprie qualità piuttosto che sugli eventuali limiti degli avversari di turno. E' così, del resto, che prima di Natale ha messo sotto pure il Modena, meritandosi ampiamente nei 70 minuti iniziali il pizzico di fortuna avuto nel finale, con tanto di prodezza del suo portiere, che ovviamente fa parte del gioco. Una squadra in crescita, appunto, capace di far gioco per provare a vincere senza peraltro rischiare troppo e che, strada facendo, ha imparato sempre più a dettare i suoi tempi a chi gli sta di fronte. Questa è stata peraltro la caratteristica di partenza sulla quale ha lavorato il tecnico, su quella base le qualità dei singoli hanno portato, man mano, qualcosa in più, contribuendo ad arricchire le potenzialità del collettivo. E così oggi in questa squadra sono tante le certezze che aprono la strada all'ottimismo per quel che riguarda il futuro. I gol di Lapadula e gli acuti di Caprari, la corsa di Zampano e Crescenzi, la personalità di Memushaj, la duttilità di Verre, all'occorrenza le parate di Fiorillo o Aresti e, senza trascurare il fattivo apporto del resto del gruppo, negli ultimi tempi il dinamismo e la qualità di Benali e l'esperienza e la sicurezza di Campagnaro.
Proprio le prestazioni di questi ultimi due credo che abbiano contribuito non poco al cambio di passo dei biancazzurri. Il libico, che già come trequartista aveva saputo recitare un ruolo importante, è diventato determinante come mezz'ala. Centrocampista dovunque, capace di abbinare alla corsa il talento, mi sembra in grado di assolvere a qualsiasi ruolo in mezzo al campo e non mi sorprenderei se, qualora il tecnico glielo chiedesse, riuscisse a dare il meglio di sé anche come centrale davanti alla difesa. E lì dietro, appunto, la differenza la sta facendo soprattutto l'argentino.
Certo non è un caso se, con lui in campo, abbiamo cominciato a rivedere il miglior Zuparic, sicuramente, quando ne avrà l'opportunità, anche Fornasier potrà trarre il massimo profitto dalla presenza di Campagnaro. Un Pescara in salute, insomma, nonostante gli ovvii affanni di fine andata che condizionano un po' tutte le squadre, sarebbe perfetto se si arrivasse al riposo anche col primo acuto di Cocco. Ecco, è proprio questo l'ultimo tassello che manca per dare maggior credito a una squadra che finora ha comunque brillato molto più di quanto si potesse ipotizzare in avvio di stagione.
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