Alla fine spunta Crecco e arriva un buon punto

31 Ottobre 2018

Un errore di Fiorillo spalanca la strada al vantaggio dell’ex Maniero, il pareggio in zona Cesarini con l’ex laziale e la complicità del portiere 

Un punto per ripartire. Un pareggio per conservare la vetta della classifica della serie B. Un 1-1 che riporta il sorriso sulle labbra del Pescara, più che altro per come arrivato. Alla fine, quando la partita sembrava segnata e la seconda sconfitta di fila all’orizzonte, ecco la scossa che rialza il Delfino. Un episodio cambia il corso della notte del San Vito-Marulla: un colpo di testa di Luca Crecco, all’altezza del primo palo, su angolo di Memushaj, quando il cronometro segna il 44’ della ripresa: la palla danza sulla linea di porta, l’incerto portiere di casa Cerofolini non riesce a fermarla, quasi la trascina in rete, comunque la ricaccia quando oltrepassa (di poco) la linea di porta. L’arbitro Francesco Guccini di Albano Laziale - probabilmente su indicazione dell’assistente Robilotta di Sala Consilina - indica il centrocampo tra le proteste dei silani. Le immagini televisive danno la sensazione che la sfera sia entrata, all’ennesimo replay diventa quasi una certezza. Un gol fantasma per il Cosenza, proteste a non finire con il tecnico Braglia e il ds Trinchera espulsi.
Poco importa, perché quell’1-1 è il premio per un finale di partita giocato con il cuore dal Pescara, tipico di chi non intende arrendersi al corso degli eventi. Un tratto peculiare della squadra di Pillon che emerge nei momenti di difficoltà. D’altronde, un episodio simile aveva indirizzato la partita, a favore dei rossoblù, nel finale della prima frazione di gioco, quando al 44’ l’errore del portiere Fiorillo su diagonale di Tutino spiana la strada alla rete dell’ex Riccardo Maniero. A ben vedere sono due incertezze dei portieri a caratterizzare la notte del San Vito-Marulla che consente al Pescara di conservare la vetta della classifica, nonostante il successo esterno del Palermo (a meno uno) a Carpi e grazie alla sconfitta del Verona ad Ascoli. E in attesa che il Benevento recuperi la sfida di La Spezia. È un punto meritato quello portato a casa dalla squadra di Pillon, manovriera ma poco incisiva fino a quando l’errore di Fiorillo lo condanna a rincorrere. Faticano i biancazzurri nella ripresa: attaccano, ma non pungono. Appena un’occasione fallita da Monachello, entrato nell’intervallo al posto di Antonucci, al 13’ della ripresa. E poi un assalto portato con il cuore che il Cosenza per gran parte del secondo tempo riesce a neutralizzare, poi cede. E allora negli ultimi cinque minuti - quando Pillon aveva già virato dal 4-3-3 al 4-4-2 - il forcing che fa crollare il bunker, quel colpo di testa di Crecco, entrato al posto di Ciofani al 34’ st, che rilancia in quota i biancazzurri. Psicologicamente un’iniezione di fiducia impagabile. Non un bel Pescara, comunque più reattivo di quello visto all’opera sabato contro il Cittadella.
Di certo, una prestazione positiva sul piano caratteriale. Non altrettanto su quello del gioco, poco incisivo. Ha più tecnica la squadra biancazzurra, ma non la monetizza. Qualche potenziale occasione da rete senza però la stoccata vincente nei primi 45’. Il Cosenza è organizzato, morde il Delfino e la mette sull’agonismo. L’ex Baez è una zanzara fastidiosa e i calabresi si fanno forte del gol di Maniero (“sono legato al Pescara”, dice spiegando la mancata esultanza) per impossessarsi del tema tattico della gara. Chiudono bene gli spazi. Il Delfino ci prova fino alla fine, senza grossa qualità e con poca lucidità, ma con tanta caparbietà; lavora ai fianchi gli avversari e alla prima incertezza ecco la rete che fa ripartire la capolista. Rocambolesca quanto si vuole, ma la palla entra e questo 1-1 vale più del punto in classifica. Ricarica squadra e tifoseria in vista del posticipo di lunedì sera all’Adriatico-Cornacchia contro il Lecce che stasera affronta il Crotone.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA