Alle 10 l’ultimo saluto all’ex biancazzurro Di Censo

11 Settembre 2017

I funerali nella chiesa dello Spirito Santo. Il ricordo di Repetto, Nobili, Gatta, Onesti e Camplone

PESCARA. Sono attesi in tanti per porgergli l’ultimo saluto. Questa mattina alle 10, nella chiesa dello Spirito Santo a Pescara, si terranno i funerali di Gino Di Censo, ex estremo difensore e preparatore dei portieri del Pescara, scomparso sabato all’età di 81 anni. Nella sua carriera Di Censo ha conosciuto e lavorato con generazioni di tecnici, portieri e calciatori che lo ricordano con tanto affetto. Tra questi le bandiere del Pescara Giorgio Repetto e Bruno Nobili. «Oltre ad essere una persona gentile e cordiale, Gino aveva una competenza calcistica invidiabile», dice Repetto, «era un vero e proprio intenditore che ha avuto meno onori di quanti ne avrebbe meritati. Con lui ho trascorso tante belle serate, la sua scomparsa mi addolora. Era un uomo perbene, mai invadente e non si vantava mai per quello che ha fatto in carriera». Dello stesso avviso Nobili. «Lavorai con Di Censo per due anni, ero responsabile del settore giovanile del Pescara e lui era il preparatore dei portieri. Svolse il suo compito in modo egregio. Poi Gino fece l’osservatore per l’Udinese quando c’era Pierpaolo Marino e lo incontravo spesso sui campi. Aveva una capacità incredibile: riusciva a darti una descrizione completa e pertinente di tutti i 22 giocatori impegnati in una partita. Non ho mai capito come faceva, io non ci sono mai riuscito. Lo ricordo con grande affetto». Tra i tanti portieri lanciati da Di Censo ci sono anche Giuseppe Gatta, ex numero uno del Pescara di Galeone, e Marco Onesti, ex L’Aquila cresciuto nel Delfino, ora nello staff di Andrea Camplone nel Cesena. «Per me è stato un punto di riferimento sia a livello calcistico che umano», afferma Gatta che ora allena i portieri del Lecco (serie D). «Nel calcio non ci sono più persone come lui. Era convinto che potessi fare carriera, mi dava tanti consigli e non lo dimenticherò mai». Onesti aggiunge. «Se ne va una persona squisita. Di Censo è stato il mio primo preparatore. Era sempre disponibile, se poteva aiutarti non si tirava mai indietro». Anche Camplone lo ha conosciuto. «Quando ero nella Primavera di Labrozzi, nel girone di andata facemmo pochi punti, ma nel ritorno partimmo bene e, dopo ogni vittoria, Gino ci portava nel suo negozio regalandoci qualcosa. Fino alla fine del torneo non perdemmo più una gara. Era un uomo d’animo buono». Il Pescara ha salutato Di Censo con un messaggio apparso ieri sul sito ufficiale .(g.t.)
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