Allegretti leader: «Chieti, la prima è un’incognita»

L’ala varesina teme Jesi: «L’abbiamo battuto in amichevole, ma in campionato sono certo che la musica sarà diversa»
CHIETI. Il debutto a 18 anni in serie A con Varese, le convocazioni in tutte le categorie giovanili della Nazionale, le esperienze con Venezia, Ferentino e Napoli. E adesso la nuova avventura con la Proger Chieti. Marco Allegretti ha 34 anni, ma ha ancora la voglia di un ragazzino. Domenica partirà il campionato di A2, la Proger debutterà in casa con l'Aurora Jesi e l'ala varesina di 204 centimetri non vede l'ora di iniziare. «Siamo pronti», spiega Allegretti, «abbiamo svolto una buona fase di preparazione, lavorando duro soprattutto per migliorare i nostri difetti. Arriviamo bene per il debutto in campionato, ma attenzione perché la prima giornata nasconde sempre delle insidie». Se lo dice uno esperto come Allegretti, bisogna crederci.
Sì, la Proger ha affrontato e battuto due volte l'Aurora Jesi nel precampionato, sia in trasferta (80-88) che in casa (74-66), ma domenica sarà tutta un'altra storia. «Se pensiamo di essere favoriti, solo perché abbiamo vinto con Jesi in entrambe le amichevoli, commettiamo un grosso errore», avverte l'ala della Proger. «Guai a prendere sottogamba la partita. Cancelliamo dalla mente le due vittorie in precampionato e ripartiamo da zero. Jesi mi ha fatto un'ottima impressione: è una squadra simile alla nostra, molto aggressiva che corre e cerca di allargare il campo. Ripeto, l'esordio è sempre pieno di insidie: noi giochiamo in casa e, essendo una squadra giovane, potremmo anche risentire della pressione di giocare la prima davanti al nostro pubblico».
Allegretti parla già da leader. Lui, che nel precampionato è stato uno dei migliori, è il giocatore più esperto della squadra e durante la stagione avrà il compito di essere l'uomo spogliatoio. «A me non interessano le statistiche personali: l'obiettivo è essere utile alla squadra e dare una mano quando c'è bisogno. Voglio essere il leader di un gruppo giovane che parte con l'obiettivo di salvarsi, poi strada facendo vedremo di che pasta siamo fatti e se potremo toglierci altre soddisfazioni».
L'ex ala di Napoli e Varese non ha rimpianti nella sua carriera. «Tutto quello che ho fatto ho sempre cercato di farlo al meglio. Indossare la maglia della Nazionale è stato un orgoglio. Mi sarebbe piaciuto giocare di più in A1: ho alternato buone stagioni personali ad altre meno buone a livello di squadra. Ci vuole anche fortuna in questo sport. Adesso sono contento della scelta di venire a Chieti, una città bella e tranquilla nella quale anche la mia famiglia si è subito ambientata».
Ieri mattina la squadra, accompagnata dal presidente Gianni Di Cosmo, ha visitato la sede di Caffè Mokambo, main sponsor della Proger Chieti. Poi, nel pomeriggio, seduta di allenamento al Pala Tricalle. Il countdown per il debutto è già iniziato.
Giammarco Giardini
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