Allegri aspetta la Lazio e rivela: «Dopo Cardiff volevo dimettermi»

TORINO. Due giorni alla Supercoppa e alla sfida con la Lazio, da vincere per iniziare la stagione alzando un trofeo, ma la testa è ancora a Cardiff. A quella finale persa, la seconda in tre anni,...
TORINO. Due giorni alla Supercoppa e alla sfida con la Lazio, da vincere per iniziare la stagione alzando un trofeo, ma la testa è ancora a Cardiff. A quella finale persa, la seconda in tre anni, alla delusione per il risultato ma anche alla voglia di ricominciare. Perché c'è ancora «molto da dimostrare». E ancora «molto da insegnare». Massimiliano Allegri affida a “The Players Tribune”, piattaforma media che ospita le testimonianze di atleti e allenatori, le riflessioni degli ultimi due mesi. E, soprattutto, la convinzione che la sua Juve può «cancellare le ferite di Cardiff e avere una grande stagione». Vuole la Supercoppa, il tecnico bianconero, 50 anni oggi. E mentre sul campo mette a punto gli schemi per sfidare la Lazio, getta lo sguardo più avanti, alla finale Champions di Kiev. Allegri torna sulla finale persa a Cardiff: «Non eravamo la squadra migliore», sostiene. I dubbi sono arrivati la sera successiva. «A casa mi sono dovuto fare la domanda più dura: era la fine della strada, era il massimo a cui potevo portare questa squadra? Una parte di me voleva andare in sede e dare le dimissioni...».Domenica sera, all'Olimpico, Allegri sarà al suo posto, sulla panchina della Juventus, pronto per una nuova stagione. Come per Paulo Dybala e la sua nuova numero 10. L'attaccante ha posato per le prime foto con lo speciale numero sulle spalle, un vero e proprio sguardo da innamorato verso la maglia che gli è stata affidata dalla Juventus. Un attestato di stima e di fiducia, da parte del club, nei confronti dell'argentino. «Quando mi hanno chiesto di cambiare il mio numero di maglia mi sono fermato a pensare se fosse giusto lasciare il 21 che è stato per me un numero a cui tengo tanto, che mi ha fatto alzare tanti trofei, che è appartenuto a top player come Zidane e Pirlo», scrive Dybala, «Ma la numero 10 è una maglia speciale, è un onore indossarla, porta con sè un senso di responsabilità grande, un senso di appartenenza alla storia di un club come la Juventus. È stata sulle spalle di tantissimi campioni bianconeri: Sivori, Platini, Baggio, Del Piero, Tevez, Pogba. Per questo per me oggi avere la maglia 10 addosso, sulla mia pelle, non solo è un sogno che si realizza, sin da quando ero bambino».

