Allegri: avanti Juve Gattuso: grande Milan

31 Marzo 2018

Stasera la prima di Bonucci da rivale nello stadio bianconero

TORINO. Concentrati sulla corsa scudetto, e sulla sfida contro il Milan di questa sera (ore 20,45), senza cadere in tentazione. Perché col Real Madrid sarà pure un evento mondiale, ma l'obiettivo della Juventus è il campionato. Massimiliano Allegri smonta così il pericolo distrazione contro i rossoneri, otto vittorie e due pareggi nelle ultime dieci partite, e si frega le mani per l'infermeria che si svuota, con Chiellini titolare, Cuadrado in panchina dopo tre mesi e Bernardeschi che - evitato l'intervento chirurgico - dalla prossima settimana sarà con il gruppo. Sorride mister Allegri, anche se le prime parole della conferenza stampa della vigilia sono piene di dolore. Quello per i due operai morti nella sua Livorno, e per un tecnico, Emiliano Mondonico, che dall'altra sponda calcistica di Torino ha saputo «dare l'esempio». Quello di Allegri è un doppio omaggio, sentito e per nulla retorico, a conferma delle sue doti umane. Che emergono anche quando scherza sulla “scappatella” spagnola di Dybala - «spero che Simeone gli abbia almeno pagato il pranzo» - e nega qualunque rancore nei confronti di Bonucci, per la prima volta stasera avversario allo Stadium. Testa solo al Milan, dunque, anche perché «a Ferrara ci siamo giocato il bonus», osserva Allegri, ancora arrabbiato per lo 0-0 con la Spal. E perché il Napoli incalza: «Rischiamo di giocare a -1 da un Napoli che ha un solo obiettivo. È fuori da tutto, credo che sia un anno troppo importante per loro. L'anno prossimo sanno che vincere il campionato sarà difficile, cercheranno di battere ferro e giocarsi le loro chances» Per questo Allegri chiede che i bianconeri si concentrino sul Milan. E come spauracchio rievoca «le due sconfitte dopo le precedenti soste», contro Samp e Lazio. Testa bassa e pedalare, dunque, tanto più che le sfide tra Juve e Milan «sono sempre equilibrate», dice Allegri, che rende omaggio al lavoro da tecnico di Gattuso, suo giocatore in rossonero. «Sulla panchina del Milan vinsi a Torino proprio grazie a un suo gol, una ciabattata. Buffon ci mise le mani, ma non troppo bene, fu una vittoria importante per lo scudetto».
A difendere la porta bianconera, ci sarà ancora Buffon. In difesa Chiellini e Benatia formano la coppia centrale, con Lichtsteiner sulla destra e, a sinistra, Asamoah al posto di Alex Sandro, che invece rientrerà la prossima settimana. Ancora incerto il modulo. «Potremo giocare con un centrocampo a due, come potremo giocare con un centrocampo a tre», spiega il tecnico, che non avrà Mandzukic e che torna a “blindare” il suo futuro. «Ho un contratto fino al 2020, sto bene e la mia idea è quella di rimanere qui». Fine delle trasmissioni.
Qui Milan. «Guardando i numeri non c'è storia. La Juve è imbattibile da sei anni ma noi faremo una grandissima partita, senza badare ai numeri», è sicuro Gattuso, che si presenta allo Stadium con un Milan con 25 punti di ritardo dalla capolista, più giovane e meno esperto, che segna quasi un gol in meno a partita, e in compenso colleziona più tiri e più cross. D'altronde i destini rossoneri passano spesso per Suso e Calhanoglu, intoccabili nel tridente senza un centravanti fisso. Dopo la rifinitura André Silva è favorito su Cutrone, pronto a eventualmente subentrare per dare la scossa, mentre ha poche chance Kalinic, subito reintegrato dopo l'esclusione per mancato impegno prima della sosta. Suggestivo sarà il confronto con Allegri. «Max era il mio capitano a Perugia, avevo 16 anni e mi trattava come un giocatore vero dandomi sempre i premi», ha ricordato Gattuso. «Quando mi allenava al Milan ed ero reduce da un infortunio, aveva ragione a non farmi giocare: non ero quello di sempre. Gli ho chiesto scusa e da un paio d'anni c'è un grandissimo rapporto».
Giuseppe Balloni