Allegri choc: Pogba via? A giugno tutto può accadere

15 Gennaio 2015

Il Real pronto a offrire 100 milioni ai bianconeri. Stasera col Verona la Juve-B

TORINO. La Coppa Italia «è un obiettivo» della stagione che la Juventus non snobba, ma Allegri non può rinunciare ad un massiccio turn-over.

Così per l'ottavo di finale contro il Verona – privo di Toni influenzato –, prima delle due sfide in quattro giorni con gli scaligeri, Tevez, Pirlo e Caceres non sono neppure stati convocati, Buffon starà in panchina, qualcuno giocherà solo 45'. Il compito di vincere e di passare il turno, stasera allo Stadium (ore 21, diretta tv Rai2), sarà sulle spalle di altri: Storari, Ogbonna, Padoin, Mattiello, Coman, Morata.

«Ma la partita non è assolutamente un esame per chi finora ha giocato poco, perché ho grande fiducia in tutti», precisa Allegri, che aggiunge: «La Coppa Italia è uno degli obiettivi, bisogna fare il massimo per arrivare in fondo», dice Allegri, «ci sarà lo stadio pieno e gli stimoli non mancheranno. Bisogna fare una grande partita e passare il turno».

Difficile fare finta di niente nel frastuono di voci del calciomercato, con il gioiello bianconero Pogba sempre in copertina e il Real pronto a fare l’offertona di 100 milioni a luglio. «Cerchiamo di vivere il presente», filosofeggia Allegri, «e questi cinque mesi fino alla fine della stagione. A giugno vedremo cosa succede». Di una cosa è certo l'allenatore bianconero: «È normale che tutti vogliano Pogba: è giovane, è forte e ha qualità importanti per migliorare. E poi credo che Paul stia facendo meno di quello che sono le sue reali potenzialità». Ogni cosa che ruota attorno al francese fa parlare e ieri c'è stato anche un piccolo giallo sul web per una traduzione errata di una vecchia intervista a L'Equipe ripresa dal periodico inglese FourFourTwo. La frase “incriminata”, «parlerò con lo United», ha messo in allarme il mondo bianconero, ma Pogba, spiegando il suo rapporto con Alex Ferguson aveva detto: «L'allenatore aveva fiducia in me, ma non mi faceva giocare. Diceva che ero troppo giovane, diceva “il tuo tempo arriverà”, ma non è arrivato. Ma questo non significa che voglio parlare male del Manchester. I giocatori e gli impiegati sanno che non ho mai mancato di rispetto». Quanto alle trattative per eventuali nuovi arrivi, Allegri ribadisce un concetto già espresso: «La rosa è competitiva, numericamente avremmo bisogno di un paio di rinforzi e la società sta lavorando». E ora si parla di Falcao, del Monaco in prestito allo United e che Van Gaal domenica ha mandato in tribuna.