Allegri, grinta Champions
Il tecnico conquista i tifosi juventini nella settimana del derby
TORINO. L'Allegri compassato che tanto faceva contrasto con il ricordo del frenetico Conte, tutto scatti, urlacci ed esultanze scatenate in panchina, è un'icona da aggiornare nella Juve che ha messo il turbo anche in Champions League. A Malmoe, mercoledì sera, il tecnico livornese ha esibito un repertorio di arrabbiature e gesti di stizza, tra cui un plateale calcio ad una bottiglia, per le palle-gol sprecate e gli errori nei passaggi e nelle posizioni. Uno sfoggio di grinta, qualche volta utile a farsi capire meglio dai giocatori, complementare all'aplomb che Allegri perde di raro anche di fronte a provocazioni e punzecchiature, come quelle che dopo la sconfitta di Atene con l'Olympiacos. E la grinta piace ancora di più, al popolo bianconero, nella settimana del derby con il Torino (domenica ore 18).
Una stracittadina forse meno avvincente dell'anno scorso dal momento che i granata, partiti Immobile e Cerci, stentano a riprendere quota, ma un derby non perde mai il suo fascino. Ed il clima di Juve-Toro si è respirato già ieri, alla presentazione degli eventi di Torino 2015 Capitale Europa dello sport, con i presidenti della Figc Carlo Tavecchio e del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di fede bianconera Piero Fassino e l'interista Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del consiglio, a godersi il siparietto tra i presidenti Andrea Agnelli ed Urbano Cairo. Con la complicità della showman Marco Berry, tifoso granata, le polveri sono state accese. All'insegna del fairplay, certamente, ma sono partiti i primi sfottò. «Noi giochiamo sempre per vincere. Il Toro non vince da 15 anni», ha detto Agnelli, «anzi, da 15 anni non segna neppure». Ad essere precisi, l'ultima rete granata ai “cugini” è vecchia “solo” 13 anni, firmata dal francese Cauet nel 2-2 del derby del febbraio 2012 allo stadio Delle Alpi.

