Allo stadio è festa per i 40 anni dei Rangers

5 Dicembre 2016

Lapa-gol fa ancora esultare i biancazzurri, capitan Memushaj furibondo alla sostituzione

PESCARA. Un punto preso col cuore che mantiene la salvezza a meno di un successo. Per queste e forse altre ragioni legate per lo più alla fede, al tifo, alla fine i biancazzurri sono usciti perfino tra gli applausi. Applausi convinti in particolare dalla Nord, riconoscente perché la squadra in qualche modo è riuscita a non rovinare la festa per il 40° compleanno dei Rangers. Una festa celebrata con maxi striscioni, sciarpe e slogan, quella organizzata dagli storici ultrà biancazzurri, come al solito convintamente partecipata, suggestiva e colorata. Una festa in sintonia con la tradizione di un gruppo che rappresenta il filo conduttore del tifo pescarese, che magari in qualche breve stagione ha abbassato un po' i toni o ridotto i numeri, ma che, fosse in serie A o C, non ha mai lasciato la squadra sola. Una storia puntellata di successi e sconfitte, di esaltazione e amarezze, di celebrazioni e lutti. Una storia lunga ma che tutti vogliono sia ancor più lunga nelle pagine da scrivere, perciò una festa non meritava di essere "macchiata" da una sconfitta. E piace immaginare che dietro la feroce volontà di arrivare almeno al pari messa in campo dai ragazzi di Oddo ci fosse anche questa motivazione.

Un simbolico indissolubile cordone ombelicale tra squadra e tifosi che spesso diventa legame vero, va anche oltre l'appartenenza al sodalizio, come si è visto chiaramente ieri, prima e durante il match. La Nord ha espresso la sua vicinanza a due tifosissimi del Delfino colpiti da un lutto gravissimo: Fabio e Gianni, zii di Jennifer, la ragazza assassinata venerdì scorso a Pescara in modo brutale.

Nel pre partita si respirava un clima sereno nella zona dello stadio. La vittoria del Milan, che ha condannato il Crotone a restare alle spalle dei biancazzurri almeno fino al prossimo match, ha diffuso un certo ottimismo. Anzi, da alcuni bar si sono sentite vere e proprie esultanze al 2-1 del Milan, che si sono trasformate in una vera apoteosi quando è apparso il nome del marcatore: "Lapadula, uno di noi!" "Gianluca segna per noi", quasi indossasse ancora la casacca biancoceleste. Altra testimonianza di stima, affetto, amicizia vera, l'applauso all'ingresso in campo di Melchiorri. Tutt'altra cosa che i fischi rivolti a Salamon, poco prima, la cui "fuga" verso l'isola, tra malintesi atti di fede e comportamenti perlomeno contraddittori, non è stata mai ben digerita dai tifosi. La partita, anche grazie a Lapadula, era iniziata tra grandi attese, vista la classifica perlomeno deficitaria di Memushaj e compagni. Clima teso che è diventato di vera commozione quando, prima del fischio d'inizio, è stato osservato il minuto di silenzio per onorare la memoria degli sfortunati ragazzi del Chapecoense. La suggestione del momento è stata aumentata poi dal liberarsi in volo verso il cielo di decine di palloncini portati in campo dalle squadre di ragazzini che hanno scortato Caprari e soci, colorati come le maglie della squadra distrutta nella tragedia di Medellin. Poi, il muscoloso Doveri ha dato il via alle ostilità e per tutti è stato un obbligatorio rituffarsi nella realtà tutt'altro che allegra di una stagione iniziata in modo che più tribolato era difficile immaginare. E se possibile l'atmosfera si è fatta ancor più tesa dopo il gol di Borriello, uno dei brevi ma rimpiantissimi sogni estivi dei fans biancazzurri. Per quasi un'ora a tenere accese le speranze erano più le notizie da fuori (i gol del Sassuolo di Di Francesco all'Empoli dopo quello di Lapadula al Crotone, e la serata che in serata altrettanto amica si rivelasse la Fiorentina) che non le gesta di Verre, Pepe e soci in campo. Preoccupazione che non ha fatto mai venire meno l'incitamento però. Tanto nervosismo tra i biancazzurri, e qualcuno lo ha esibito senza alcun freno. Ad esempio Memushaj che al momento della sostituzione è apparso infuriato. Alla fine, quel guizzo vincente di Caprari, non a caso uno dei più amati beniamini del tifo pescarese degli ultimi anni. E che sia stato lui a riaccendere l'entusiasmo di tutti a "salvare" la festa dei Rangers è stato non solo bello ma anche giusto.

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