Alonso e la Rossa ai ferri corti

2 Ottobre 2014

Sempre più problematica la permanenza dell’asturiano, a Maranello pensano a Hamilton

Ne avevamo dato conto due settimane fa e ora la cosa rischia di prendere seriamente corpo. L’addio di Fernando Alonso alla Ferrari poteva anche essere la classica sparata di metà stagione. Invece no: comunque vada a finire, la spaccatura tra l’asturiano e la Ferrari c’è ed è evidente. Tanti i motivi che stanno portando a un doppio mal di pancia. Da una parte quello di Maranello verso un pilota esigente e costoso, dall’altra quello di Nando che non vuole arrendersi all’idea di non diventare campione del mondo per la terza volta in carriera.

Cosa c’è dietro. Alla vigilia dell’appuntamento di Suzuka, altra tappa chiave per la conquista del titolo 2014, sono i problemi e le possibili soluzioni in casa Ferrari a tenere banco. Le dichiarazioni di Marco Mattiacci dopo il flop di Singapore («Stiamo discutendo con Alonso su come definire il rapporto») hanno lasciato il segno. Il Cavallino Rampante vuole voltare definitivamente pagina. Lo ha fatto con un’excalation di teste mozzate degne della rivoluzione francese. Prima Stefano Domenicali, poi Luca Marmorini, dopo il carico pesante con Luca Cordero di Montezemolo. Nella lista di Sergio Marchionne manca ancora una pedina da far cadere e non può essere che la bandiera, il simbolo degli ultimi anni a tinte rosse: Fernando Alonso. Lo spagnolo ha capito l’antifona e ha cominciato a guardarsi intorno. Il quotidiano spagnolo As nei giorni scorsi non ha usato giri di parole definendo «insostenibile» la situazione in casa Ferrari: «C’è una distanza evidente tra il pilota e i responsabili della squadra, in particolare Marco Mattiacci – si legge nell’articolo –. Alonso sta facendo tutto il possibile per cambiare scuderia». Il rinvio della Mercedes per il rinnovo di contratto di Lewis Hamilton è un indizio per un possibile scambio. Altra pista è la McLaren che dalla prossima stagione sarà motorizzata Honda. Improbabile al momento l’arrivo di Sebastian Vettel, legato mani e piedi alla Red Bull. Nessuno parla di Kimi Raikkonen che per un discorso di meritocrazia dovrebbe finire in formula kart. Insomma, più o meno un bel cubo di Rubik.

Di nuovo emozioni. L’andamento monomarca del Mondiale rischiava di far calare vertiginosamente l’attenzione del pubblico dalla pista, dalle gare. Per fortuna ci sta pensando Hamilton a tenere tutti sull’attenti. A Singapore ha fatto la voce grossa, sbaragliando la concorrenza per tutto il fine settimana. Il premio finale è stato il primato nella classifica piloti. Nico Rosberg, vittima di un guasto al sistema elettronico, ha mandato giù il rospo in attesa del riscatto. Suzuka sembra la pista giusta per un calcolatore come lui. L’attenzione all’usura delle gomme può fare la differenza in Giappone.

Verso il traguardo. Mancano cinque appuntamenti al termine delle ostilità. Probabile un arrivo in volata tra Hamilton e Rosberg. Il prossimo 23 novembre ad Abu Dhabi i punti varranno doppio e in questo senso le alleanze potrebbero fare la differenza. Un Vettel in forma (come quello visto due settimane fa a Singapore) potrebbe diventare l’ago della bilancia. In tutto questo la Ferrari sarà spettatrice non pagante. E il rischio di continuare su questa strada anche nel 2015 è alto, altissimo.

@gabbiandrea

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