Altri deferimenti: 15 capi di imputazione per Di Nicola e L’Aquila

7 Novembre 2015

Un’altra ondata di deferimenti, la maggior parte dei quali attesi, per il calcioscommesse. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta che fa capo a Dirty Soccer, il primo è stato giudicato la scorsa...

Un’altra ondata di deferimenti, la maggior parte dei quali attesi, per il calcioscommesse. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta che fa capo a Dirty Soccer, il primo è stato giudicato la scorsa estate e il Teramo è stato tra i club che ha pagato di più. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto il processo sportivo per 29 club e 52 tesserati. Tra le 27 partite incriminate anche due dello scorso campionato di serie B: Livorno-Brescia (4-2) del 24 gennaio 2015, Catania-Crotone (1-1) del 16 febbraio 2015. In entrambe le partite, però, non sarebbero coinvolti i tesserati. Quindi, le società non rischiano penalizzazioni. Il grosso riguarda la Lega Pro, la serie D e i campionati dilettantistici. Ci sono anche quattro partite dell’Aquila calcio della passata stagione, esattamente Santarcangelo-L’Aquila del 15 novembre, L’Aquila-Savona del 23 novembre, L’Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo e L’Aquila-Santarcangelo del 29 marzo scorso. Tutte vinte dai rossoblù. Secondo l’ufficio del procuratore Palazzi, il regista delle presunte combine sarebbe Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica rossoblù, già inibito per gli altri processi della scorsa estate. Di Nicola, a vario titolo, sarebbe coinvolto in 12 delle 27 partite sotto inchiesta. Sono 15 i capi di imputazione – vanno dall’omessa denuncia all’illecito, passando per le scommesse – ripetuti per più gare incriminate. Ad esempio, nel caso di Livorno-Brescia gli viene imputato il fatto di non aver denunciato il presunto illecito; nel caso di Catania-Crotone si sarebbe mosso (senza successo) per cercare finanziatori al fine di poter combinare la partita. Sul 38enne dirigente di Morro d’Oro, la procura federale ha rovesciato tutte le accuse contenute nell’inchiesta Dirty Soccer. E’ andata persino oltre la Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, trasformando anche i sospetti del pm calabrese in capi di imputazione. Di Nicola, nelle scorse settimane, è stato convocato a Roma per deporre. Aveva parlato anche alla fine dello scorso mese di giugno quando era stato ascoltato per circa 10 ore nella sua abitazione dove era agli arresti domiciliari. Nell’occasione aveva rigettato le accuse, spiegando di aver avuto contatti con gli scommettitori stranieri, ma di essersi limitato a fornire dei consigli sui risultati sulla base delle informazioni in possesso.

Se Di Nicola va incontro alla radiazione, L’Aquila potrebbe subire altri punti di penalizzazione. In parte cercherà di schivarli, mettendo sul piatto della bilancia il rapporto di collaborazione con l’ex responsabile dell’area tecnica formalmente interrotto nel febbraio del 2014. Ma i rossoblù possono comunque mettere in conto di perdere dei punti in classifica anche alla luce dell’esito dei processi della scorsa estate.

Nel corposo elenco dei deferiti c’è anche il direttore sportivo pescarese Armando Ortoli che ha lavorato nel Catanzaro (Lega Pro). E’ accusato di tentativo di illecito per la gara Barletta-Catanzaro del primo aprile scorso, insieme a Ercole Di Nicola, Ninni Corda (ex allenatore del Barletta, già inibito la scorsa estate per altri casi), e il procuratore Giuseppe Sampino. Si tratta, va specificato, di un presunto tentativo di illecito che però non sarebbe riuscito. Nell’elenco dei deferiti anche Luigi Condò, ex direttore sportivo del Barletta e in passato calciatore del Pescara, del Teramo e dell’Aquila. I processi potrebbero essere celebrati nel mese di dicembre.

Non è finita, comunque. La procura federale sta lavorando all’indagine “I treni del gol” di Catania, per la quale si attendono ulteriori sviluppi, e per altre partite di Dirty Soccer.

@roccocoletti1

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