Altro deferimento in arrivo la Virtus Lanciano reagisce

18 Maggio 2016

La procura dopo lo stop della corte d’appello istruisce una nuova indagine sempre per le tasse non pagate entro i termini previsti. Rischio penalizzazione

LANCIANO. Ha aperto un nuovo procedimento giudiziario e l'ha definito in poche ore il procuratore federale Stefano Palazzi nei confronti della Virtus Lanciano e del ds Luca Leone. Ieri è arrivata alla società e a Leone la notifica della chiusura delle indagini e ora le parti in causa hanno due giorni di tempo per presentare le memorie difensive o chiedere di essere ascoltati in Procura. Un nuovo procedimento quindi, che vede questa volta sul banco degli imputati il ds Luca Leone. Le accuse? Le stesse per le quali la Virtus e il suo amministratore delegato, Claudio Di Menno Di Bucchianico erano stati processati ad aprile, ovvero per il mancato pagamento contributi Inps e irpef di due bimestri 2015 e per i quali avevano preso 5 punti di penalizzazione. Punti poi ridotti a due in appello perché non doveva finire sotto processo Di Menno Di Bucchianico che era squalificato e quindi non poteva firmare i documenti federali, ma doveva esserci Leone, che svolgeva le mansioni di amministratore. In pratica la violazione era stata accollata erroneamente al dirigente inibito e non a quello che aveva all'epoca quella funzione. Ora il nuovo procedimento investe la "persona giusta", Luca Leone. Questo significa che entro la prossima settimana potrà arrivare il deferimento e addirittura, visti i tempi celeri, celebrarsi il processo sportivo. Cosa rischia la Virtus? Due punti di penalizzazione. Ma la società non sta a guardare. «Partiranno degli esposti alla Procura Federale, Figc, Coni e Lega B», scrive in una nota la società, «affinché si attivino per garantire la veloce fissazione dei procedimenti disciplinari a carico di tutte le squadre coinvolte nei "Treni del gol" (Varese, Trapani, Latina, Ternana, Livorno ed Avellino , ndc) esattamente come è avvenuto per il Lanciano per il caso Leone, istruito in una manciata di ore. E' nostra intenzione coinvolgere direttamente il Coni affinché vigili su questa situazione di grave imbarazzo per il campionato di serie B». I Maio si chiedono come mai si facciano delle differenze. «Da un lato c'è l'inusuale estrema celerità del trattamento che la giustizia sportiva ha riservato alla Virtus Lanciano e dall'altra il placido torpore utilizzato per le vicende che hanno visto protagonisti altri club di serie B. I "Treni del gol" sono partiti un anno fa da Catania e non sono arrivati da nessuna parte. Se il Catania ha pagato con la retrocessione per aver comprato le partite, qualcuno gliele avrà pure vendute! Del resto proprio gli organi di giustizia sportiva hanno accertato che si è trattato di illeciti consumati. Quindi significa che l'illecito sportivo si è verificato e ci sono delle situazioni a oggi impunite. Se il campionato deve essere regolare, come viene urlato a gran voce in questi ultimi giorni, noi vogliamo e pretendiamo che sia fatta chiarezza sulla posizione delle società coinvolte nel filone Catania: qui si parla di illecito sportivo». La Virtus aveva già chiesto alla Lega e alla Figc riscontri disciplinari in merito all'inchiesta “Treni del gol”. Ora c'è la sfida di Livorno per la quale la Virtus chiede al Coni «garanzie, la massima tutela perché non vi sia alcun tipo di pressione di nessuna natura». Ma c'è un appuntamento più importante oggi: l'assemblea di lega serie B, per il blocco dei play out. Sarà infuocata.

Teresa Di Rocco

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