Amarcord, quando il Carsoli sconfisse l’Avezzano

30 Agosto 2018

Marsicani nella storia della “Settimana abruzzese”. La prima finale regionale nel campionato del ’23

LANCIANO. Non fu la squadra di Avezzano, ma quella di Carsoli, a vincere fra le polemiche il trofeo giocato nel 1923 nell’ambito della Settimana abruzzese, primo torneo di calcio disputato nella nostra regione. Almanacchi e pubblicazioni che citano questa competizione assegnano il successo alla polisportiva Forza e Coraggio. In realtà, l’esito è ben diverso secondo il resoconto dettagliato che compare sul giornale romano “La Nuova Italia Sportiva”: la «finalissima» Carsoli-Avezzano, giocata il 25 agosto al motovelodromo di Pescara, si conclude 3-2, interrotta quando «mancano 7 minuti alla fine e l’arbitro sospende la partita per l’oscurità», riferisce il periodico capitolino. La cronaca racconta di un primo tempo nel quale «i verdi di Avezzano menano la danza e segnano con Iaconelli e De Santis due gol», mentre nella ripresa Garfagnini e Zoppi II portano l’incontro in parità. Si procede ai supplementari, dove Garfagnini va in rete poco prima che l’arbitro Badaloni della Lega Sud fischi la fine per causa di forza maggiore. Sarebbe quindi finito così quello che la stampa chiama «Campionato abruzzese», prima vera occasione che i club della regione hanno per confrontarsi al di là delle singole amichevoli. Il sentitissimo torneo si svolge nell’ambito della Settimana abruzzese, fiera campionaria organizzata dal 19 e al 26 agosto tra Castellammare Adriatico e Pescara.
Tra gli ospiti spicca Benito Mussolini, da meno di un anno presidente del consiglio, che visita la manifestazione il 21 agosto. Oltre all’esposizione delle eccellenze abruzzesi, ci sono spettacoli musicali e teatrali, e manifestazioni sportive quali gare di podismo, scherma, pallacanestro, automobilismo e football, sport emergente negli anni ’20. Il comitato che supervisiona le partite di calcio è formato dal presidente Giuseppe D’Alessandro, dal segretario Ugo Catenacci e da Oreste Tabasso direttore del campo. Nelle prime eliminatorie la Vastese batte la Massangioli di Chieti 5-1, Pratola supera Scafa 2-1, Sulmona vince 5-1 con Aquila, Avezzano passa perchè la Torrese si ritira per protesta. La società di Torre de’ Passeri scrive agli organizzatori una lettera per chiedere annullamento e ripetizione delle gare, con squalifica dei calciatori estranei alle società abruzzesi, e «che si formino regolari gironi per la disputa del campionato» e «che le gare stesse vengano controllate da rappresentanti della Federazione calcistica italiana». Nel 1923 in Abruzzo non c’è ancora un comitato della Figc, che sarà fondato nel 1925. Anche la Virtus Lanciano, sconfitta 4-0 dalla Pro Carseolis, «ha presentato una protesta al comitato», riporta il quotidiano “La Tribuna”, «per l’aggregazione di elementi estranei al gruppo di Carsoli che alterano i caratteri dello sport abruzzese». I lancianesi però hanno ingaggiato l’attaccante Natale Loiacono, ex Milan. I vastesi tra i pali schierano Luigi Gelati, portiere della Virtus Bologna. Tra i calciatori che saranno famosi ci sono Fulvio Bernardini nell’Avezzano e Ferraris IV nel Sulmona: il primo gioca nella Lazio ed è nazionale tra il ’25 e il ’32; Ferraris della Fortitudo Roma sarà campione del Mondo nel ’34. Bernardini è decisivo nelle semifinali: segna una tripletta nel 3-2 con cui i verdi piegano i vastesi. Il Sulmona, con Ferraris e i suoi compagni della Fortitudo Bramante, Cellini e Guidotti, cede alla Pro Carseolis 3-2, che con lo stesso punteggio concluderà la finalissima fermata dal buio.
Andrea Rapino