Amicacci, svanisce il sogno: Cantù è campione d’Italia

23 Maggio 2022

GIULIANOVA. Si spegne sul fil di sirena il sogno scudetto della Deco Metalferro Amicacci Abruzzo, che è uscita sconfitta dalla “bella” scudetto col punteggio di 66 a 67 a favore della Briantea84...

GIULIANOVA. Si spegne sul fil di sirena il sogno scudetto della Deco Metalferro Amicacci Abruzzo, che è uscita sconfitta dalla “bella” scudetto col punteggio di 66 a 67 a favore della Briantea84 Cantù, che così bissa il successo dell’anno scorso. L’Amicacci finisce qui l’avventura che sembrava alla portata, visto che aveva vinto gara-1 in trasferta. Un pessimo approccio a gara-2 giocata a Giulianova sabato aveva permesso ai canturini di pareggiare a serie 1-1, per arrivare alla decisiva gara-3 di ieri. Un match che Amicacci è stata brava ad approcciare meglio, con un Berdun formato de luxe a far da trascinatore; sull’altro fronte, però, una bellissima prova di squadra con i vari De Maggi (ex dell’incontro), il centro Sagar e soprattutto il capitano della nazionale italiana Carossino a segnare con grande continuità, tanto da costringere i giuliesi a un continuo inseguimento. A 5’ dalla fine, poi, l’uscita per falli di Berdun sembrava segnare definitivamente l’incontro, con Cantù che peccava di presunzione. Coach Di Giusto metteva in campo Minella e Marchionni che davano il la al recupero, tanto da arrivare a 10 secondi dalla fine sotto di 1 punto, 66-67, con la palla in mano: l’ultima azione era del capitano Galliano Marchionni, che con un gancio da tre metri provava la giocata vincente, che però si spegneva sul primo ferro. Lo stesso Marchionni, a fine match, è visibilmente provato, il sogno era a un passo, ma è sfuggito per nonnulla: «Fa terribilmente male, ci speravo ma alla fine hanno vinto meritatamente loro. Mi dispiace per Giulianova, per l’Amicacci e per mio padre (Peppino, anima e inventore degli Amicacci, ndc). Speriamo di poterci riprovare l’anno prossimo». Il coach dell’Amicacci, Di Giusto, cerca di guardare già avanti: «Con l’uscita di Berdun abbiamo mischiato le carte e sono contento dell’apporto del nostro Minella. Abbiamo pagato qualche piccolo errore di lucidità nel finale, ma ci sta contro una squadra alla sua ottava finale consecutiva. Abbiamo peccato d’inesperienza, ci servirà per il futuro: col club vedremo di capire cosa ci servirà per la prossima stagione: abbiamo voglia di ritornare in finale e giocarcela con ancora più convinzione». Finale riservato al teramano Simone De Maggi, che ha alzato il trofeo con Cantù: «Abbiamo fatto l’errore di pensare fosse finita col quinto fallo di Berdun. Brava Giulianova a crederci fino in fondo, è stata una bellissima finale, complimenti ad entrambe le squadre».
Marco Rapone