Amichevoli e tecnologia, Spalletti verso gli Europei

22 Novembre 2023

Il ct punta su droni a Coverciano e avversari difficili da sfidare prima del torneo Si pensa alla sede: gli azzurri sono in quarta fascia e rischiano un girone ostico

ROMA. Staccato il pass per gli Europei di Germania, l’Italia comincia a pensare al ritiro. Alcune delle sedi indicate dall’Uefa sono già state visitate, per la scelta si aspetta di conoscere la sede del girone. La fascia bassa alla quale l’Italia è relegata (quarta dopo la qualificazione della Croazia) costringe gli azzurri a pescare almeno una grande, dalla Francia al Belgio; per il resto, si va da possibili incroci di ferro (Francia, Danimarca, Olanda) a gruppi abbordabili (Belgio, Albania, Slovacchia). Si saprà tra una decina di giorni ad Amburgo.
«Ora viene il bello»: è convinto comunque di questo Luciano Spalletti, chiamato a sostituire Roberto Mancini per raddrizzare la rotta azzurra. «Quando ho iniziato il mio lavoro, e non era facile, sapevo di dovermi qualificare. L’ho fatto. Ma ora comincia il lavoro vero», ha detto il ct prima di lasciare Leverkusen, dove l’Italia due giorni fa si è guadagnata la qualificazione pareggiando con l’Ucraina. Il bello che deve venire non è solo nel livello che inevitabilimente si alza, ma anche nel lavoro che Spalletti aveva in testa e che ora, a mente lucida e senza assilli, potrà portare a termine: «Ho detto quando sono arrivato che i giocatori devono dimostare un amore incondizionato per questa maglia. E ora penso che proprio tutti tutti non l’hanno ancora capito», l’avvertimento al suo gruppo, che al di là delle necessità contingenti ora dovrà essere formato e consolidato.
Sulla base delle indicazioni tecniche, dei ruoli, dello stato di forma, ma anche della personalità dimostrata. Per questo, Spalletti ha individuato i tre strumenti. Il primo, un contatto più diretto: «Cercheremo di lavorare come si fa nei club: andrò io a trovare i giocatori, a vedere come si allenano, ci ritroveremo a cena per parlarci e ascoltarci», il suo intento. Entrare nella testa dei giocatori, ma anche far entrare nella loro testa gli schemi. «D’ora in poi useremo un drone a Coverciano per studiare i movimenti», dice Spalletti, che ha fatto adottare ai suoi già un'app per rivedere le situazione di gioco e capire gli errori.
Infine, terzo step, le amichevoli di marzo, nelle date in cui l’Italia rischiava di dover giocare i play off. «Chiederò avversari difficili, molto difficili: in tanti hanno bisogno di fare quell’esperienza europea che nei loro club non fanno». Accanto ai Chiesa e ai Barella, giocatori di personalità, ci sono anche nuovi talenti come Buongiorno: «Non lo conoscevo, ma con l’Ucraina ha dimostrato di essere un campione», ha detto il ct del torinista, che può essere punto fermo della difesa. Il problema resta il centravanti, vista la prestazione di Scamacca e l'assenza di un finalizzatore che offra certezze. E per altri versi l’inconstanza di giocatori come Berardi, finito ieri in tribuna e “sospettato” di essere uno di quei “tutti tutti” al quale Spalletti rimprovera un gap di applicazione.
Passa anche la Croazia. La Croazia è l’ultima nazionale ad avere la certezza di partecipare agli Europei senza passare per i play off: i croati ieri hanno battuto l’Armenia 1-0 conquistando il secondo posto nel gruppo D.
Angelo Caradonna