Amori e motori, Iannone si riprende la pista

Il pilota vastese in Superbike dopo la squalifica per doping: «Sono felice anche grazie alla mia Elodie»
PESCARA. È stato lontano dalle gare per quattro lunghi anni e adesso è pronto per tornare a sfrecciare in pista. «Torno a correre con l'entusiasmo di un bambino. E sono felice con Elodie come in sella alla moto». Il pilota vastese Andrea Iannone rientra nel mondo delle corse dopo 4 anni di stop forzato per una squalifica per doping ed è pronto a esordire con la Ducati in Superbike nel febbraio 2024 in Australia. «L'idea di non tornare», spiega Iannone durante un pranzo con i media a Milano, «non è mai stata presa in considerazione. In questi anni mi sono reso conto che la fiamma per la velocità è sempre stata accesa. E quando ho fatto il primo giro nei test a Jerez di settimana scorsa sotto il casco ridevo, ridevo da solo come un bimbo che ha appena fatto una marachella. E sono rimasto poi sorpreso dalla mia prestazione. È stato un bel buongiorno, ora bisogna restare concentrati e non illudersi. Obiettivo? Difficile fare previsioni dopo solo un test, ma vorrei una stagione in crescita, partire da un punto e andare a salire. Se mi considerano un avversario temibile mi fa piacere ma Bautista ha vinto gli ultimi due Mondiali mentre io osservavo lui vincerli». Andrea Iannone preferisce non parlare del passato («lo conosciamo tutti, guardo avanti») ma ammette di «essere finalmente felice», anche grazie alla sua storia d'amore con la cantante Elodie: «La mia vita sentimentale va molto bene, proprio come quando sono in sella alla moto. La Ducati è la moto con cui ho vissuto l'inferno e l'apice dell'amore: è la moto della mia vita, avevo possibilità di correre per altri team ma non ho mai pensato di firmare altrove».
Andrea ha girato a fine ottobre nei test di Jerez, l’anno prossimo correrà il Mondiale Superbike e ieri ha spiegato come è nata l’idea del suo ritorno in pista, dopo aver vinto nella MotoGp: «È stato Gigi Dall’Igna (il capo della Ducati Corse, ndr) che mi ha dato la forza, ci siamo incontrati a Misano e mi dice: “Quanta voglia hai di rimetterti in gioco? Lo sai che è difficile, vero?”. E io ho risposto così: “Se ti dico una cosa sai che arrivo in fondo”. E oggi siamo qua».
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