Anche Zeman fa 0-0 Il Pescara ha dimenticato come si riesce a vincere

24 Settembre 2017

A Cremona arriva il quarto pareggio di fila, il primo senza reti Male in avvio, meglio nella ripresa, ma l’attacco non punge

Le agenzie di scommesse dovrebbero dare un premio doppio a chi ha azzeccato il risultato. In pochissimi alla vigilia avrebbero pronosticato un simile epilogo, invece è tutto vero. Il Pescara di Zdenek Zeman, dopo i 14 gol fatti e i 12 subiti in 5 gare, fa 0-0 a Cremona collezionando il quarto pareggio consecutivo. La nota positiva è che la porta biancazzurra resta finalmente inviolata dopo 22 trasferte. L’ultima volta senza incassare reti lontano dall’Adriatico risaliva al 29 maggio 2016 (vittoria per 2-0 a Novara ai play off), mentre per ritrovare lo 0-0 più recente di una squadra di Zeman bisogna tornare indietro di due anni e quattro mesi quando il boemo, alla guida del Lugano, sfidò il Vaduz (22 maggio 2015), mentre l’ultimo risultato “ad occhiali” in Italia è del 14 dicembre 2014 (Parma-Cagliari 0-0).
Avvio sottotono. Forse i pescaresi hanno preso alla lettera le parole del tecnico della Cremonese Attilio Tesser («Fermare il Pescara è impossibile, bisogna arginarlo»). Magari si aspettavano un avversario attento a non concedere spazi e pronto a pungere in contropiede. Al contrario, tra la sorpresa generale, l’avvio di gara dei grigiorossi è arrembante. Sempre primi sul pallone, aggressivi e pungenti, i padroni di casa si avventano sul Delfino come se fosse una gustosa preda. Per fortuna di Zeman gli sforzi della Cremonese non producono grandi occasioni da gol, se si esclude il palo colpito al 5’ da Pesce con un tiro potente dal limite dell’area. Il Pescara è irriconoscibile per quasi tutta la prima frazione. Servono 11’ per vederlo affacciarsi nella metà campo lombarda e ben 22’ per registrare un tiro verso la porta di Ujkani (colpo di testa alto di Coda). Quest’ultimo agisce al centro della retroguardia con Bovo. La loro carta d’identità (66 anni in 2) non sarebbe valida per giocare in una squadra zemaniana, ma alla fine entrambi fanno una bella figura. Sarà lungo (o impossibile?) il lavoro del boemo che vorrebbe alzare la linea difensiva di almeno venti metri. L’indole calcistica dei due non è l’unica causa che rende il Pescara fin troppo timoroso. C’entrano la forza della Cremonese, la poca brillantezza degli attaccanti e il centrocampo che fatica ad imporsi. Zeman conferma Brugman in cabina di regia e il primo tiro nello specchio è proprio suo al 34’ (!). L’uruguaiano si ripete poco dopo (conclusione alta) e poi (41’) serve un bell’assist a Pettinari che calcia debolmente in diagonale. Sul capovolgimento di fronte Paulinho supera Coda con un doppio passo, ma Pigliacelli si oppone in modo egregio. È questa l’unica vera chance che l’ex Samp e Bovo concedono agli attaccanti grigiorossi.
Ripresa ok. I segnali di vitalità mostrati prima dell’intervallo emergono con forza nella ripresa con il Delfino che pian piano tira la testa fuori dal guscio. La Cremonese sembra in debito di ossigeno e l’inserimento di Kanoutè per Valzania si rivela una mossa efficace. Il 19enne senegalese agisce da play maker con Brugman mezzala sinistra. Poi entra Baez per uno stanco Del Sole e l’ex fiorentino si mette in luce al 32’ servendo un bel pallone d’oro a Brugman che colpisce il palo. Sulla respinta Pettinari insacca ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. L’undici di Tesser arranca, il Delfino spera nel colpaccio. Dentro anche Ganz al posto di Pettinari, apparso spento al pari di Capone e Del Sole. L’ultima emozione la regala Kanoutè che su punizione impegna Ujkani. Il Pescara fa 0-0 fuori casa dopo 17 mesi (l’ultimo a Chiavari con l’Entella il 30 aprile 2016). E sabato c’è un’altra trasferta a Carpi. In 6 gare, l’unica vittoria resta quella del debutto contro il Foggia. Serve uno scatto per avvicinarsi alla vetta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA