Andreazzoli e Giampaolo sabato si giocheranno la panchina

1 Ottobre 2019

MILANO. Un lungo vertice «a caldo» e poi altre ore di riflessione. Per ora Marco Giampaolo resta sulla panchina del Milan ma ha finito i bonus a disposizione. Sabato contro il Genoa è la sua ultima...

MILANO. Un lungo vertice «a caldo» e poi altre ore di riflessione. Per ora Marco Giampaolo resta sulla panchina del Milan ma ha finito i bonus a disposizione. Sabato contro il Genoa è la sua ultima spiaggia: o vince - contro l'altro traballante Andreazzoli - o è perduto. Una decisione maturata non senza patemi: qualcuno, pare, avrebbe preferito chiudere questa esperienza shock dopo la scoppola contro la Fiorentina e la relativa contestazione di tutto San Siro - la Curva Sud ha abbandonato lo stadio ad un quarto d'ora dalla fine - ma le parole di Paolo Maldini nell'immediato post-gara («lo difenderemo sempre») sono sembrate vincolanti per fare marcia indietro. La proprietà - Gordon Singer domenica sera era a San Siro - preferisce non commentare l'allarmante situazione, con la squadra sedicesima in classifica, con appena un punto di vantaggio sulla zona retrocessione: i delegati del fondo sono convinti di aver allestito una dirigenza di alto livello e si fidano ciecamente delle valutazioni che faranno il Cfo Boban, il dt Maldini e il ds Massara - usciti dalla stadio a mezzanotte e mezza, dopo due ore di summit -, in un senso o nell'altro. Maldini per primo ci mette ancora una volta la faccia e riceve con amarezza il Tapiro d'Oro di Striscia la Notizia: «Sono tanti anni che non siamo al livello di una volta. È una sofferenza per chi ama questa squadra». Anche Sacchi si erge a scudo per Giampaolo: «Esonerarlo sarebbe un errore doppio: uno sbaglio della società e una mancanza di rispetto verso il professionista. Bisogna avere pazienza, il Milan è giovane». Ma il casting è partito, segnale che per Giampaolo si tratta di una fiducia poco convinta e ormai a tempo: Rudi Garcia si è proposto, Shevchenko (che nello staff ha Tassotti e Maldera, gente di casa a Milanello) vuole portare l'Ucraina all'Europeo e non può liberarsi, Ranieri scalda poco i cuori, mentre Gattuso difficilmente sarebbe disposto a rimangiarsi le dimissioni di fine maggio. Spalletti e Allegri appaiono inavvicinabili per ambizioni ed ingaggi ma sono a caccia di rivincite.