«Annata storta, ha pesato l’assenza di un bomber»

L’ex Luciano Zauri è cresciuto nell’Atalanta: «Come staff tecnico abbiamo le nostre colpe. Peccato non aver avuto a disposizione Bahebeck e Gilardino»
PESCARA. Da un mese esatto il suo rapporto con il Pescara è terminato. Luciano Zauri, collaboratore di Massimo Oddo ed ex difensore biancazzurro, è stato sollevato dall’incarico tre giorni dopo l’esonero del tecnico pescarese. Sembrava potesse svolgere il ruolo di traghettatore fino a giugno, invece la società ha trovato l’accordo con Zdenek Zeman che ha accettato subito l’offerta del Delfino. Così Zauri ha salutato tutti senza rancori proiettandosi verso il futuro. In meno di quattro settimane, oltre ad aver seguito gli allenamenti del Paris Saint Germain e dell’Atletico Madrid in compagnia di Oddo e Donatelli, il 39enne di Pescina è stato impegnato nel Master Uefa Pro, il corso per diventare allenatore. Mercoledì è rientrato da Dortmund, dove gli iscritti al master hanno seguito le sedute del Borussia. Prima ancora aveva incontrato il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini a Zingonia, il quartier generale del club bergamasco, dove Zauri arrivò all’età di 12 anni per iniziare la scalata verso il grande calcio. Nella sua carriera ha disputato 319 gare in A e 112 in B con le maglie di Atalanta, Lazio, Sampdoria, Fiorentina, Chievo e Pescara.
Zauri, domenica c’è Atalanta-Pescara. Quante chance ha il Delfino di uscire indenne da Bergamo?
«Sarà una gara durissima. Basta guardare la classifica per rendersi conto della differenza tecnica tra le due compagini. Tuttavia, bisognerà verificare come i nerazzurri hanno assorbito le sette reti incassate dall’Inter. Quando una squadra perde in modo così eclatante, c’è il rischio che nella partita seguente si faccia prendere dall’eccessivo desiderio di riscattarsi. In quei casi la tentazione di strafare ti porta a disunirti e i biancazzurri potrebbero approfittarne. Mi auguro che vinca il Pescara, ma servirà la partita perfetta».
Dopo il successo col Genoa, il Delfino si è arenato di nuovo. Perché?
«Purtroppo è stata una stagione molto negativa. Quando si disputa un torneo così deludente le responsabilità sono di tutti e noi, come staff tecnico, abbiamo le nostre colpe».
Cosa è mancato per essere all’altezza della categoria?
«Tutto è andato storto, però con un attaccante sempre disponibile avremmo potuto fare qualcosa di più. Bahebeck ha giocato pochissimo e Gilardino si è infortunato subito. Forse le prime gare ci avevano illuso facendoci credere di poter utilizzare altre soluzioni che non prevedevano la presenza di un centravanti. Inutile nascondersi, i rimpianti ci sono: Palermo, Crotone ed Empoli non sono più forti di noi. Sarebbe bastato poco per giocarsela, invece resta solo tanto rammarico».
Al posto di Oddo c’è Zeman che ha vinto al debutto perdendo poi le tre gare successive.
«Non è una situazione semplice. Credo che Zeman stia verificando chi potrà adattarsi al suo calcio per programmare la prossima stagione. Il suo 4-3-3 ha fatto la storia del calcio. Sebastiani allestirà una squadra forte e lo stesso avrebbe fatto se fossimo rimasti noi».(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

