Apertura show per l’era Conte e l’Olanda va ko

5 Settembre 2014

Segna Immobile, poi al 9' rigore ed espulsione De Rossi realizza e per gli azzurri è fin troppo facile

INVIATO A BARI. Buona la prima dell’Italia di Antonio Conte. Un trionfo per gli azzurri, solitamente allergici alle amichevoli, e per il ct al debutto, osannato dai 48.000 del San Nicola di Bari. Sin troppo facile contro l’Olanda, sì rimaneggiata (mancava Robben, tra gli altri), ma pur sempre la nazionale finalista dei Mondiali del 2010 e terza a Brasile 2014. L’Italia, invece, negli ultimi due Mondiali è uscita al primo turno. C’è la mano di Conte sulla Nazionale che ha reso una bolgia l’Astronave progettata da Renzo Piano per Italia ’90. Molta sostanza e pochi fronzoli. Più reattiva e aggressiva della squadra eliminata da Uruguay e Costa Rica poco più di due mesi fa. Ha preso sul serio l’amichevole con l’Olanda: dopo dieci minuti era avanti 2-0 e con un uomo in più. E ha continuato a macinare gioco. Italia promossa, in attesa di verifiche più probanti.

A partire da quella di martedì sera a Oslo, contro la Norvegia, che metterà in palio i primi tre punti (verso Euro 2016) dell’era Conte. Ha voglia e corre l’Italia. Le “passeggiate” in mezzo al campo di Mario Balotelli sono un ricordo. In avanti ora c’è gente che si dà da fare e che ha fame. Appena tre minuti e Immobile si fionda su un lancio di Bonucci dalle retrovie, elude l’uscita del portiere e gonfia la rete. Poi, ci pensa De Rossi, al 10’, a imbeccare Zaza. Martins Indi lo mette giù in area: rigore e difensore olandese espulso. Dal dischetto 2-0 di De Rossi per la gioia del San Nicola. Che si è vestito a festa per l’occasione, nonostante il disastroso Mondiale dell’Italia. Entusiasmo da far venire i brividi, ricambiato da un partenza sprint. Olanda frastornata: era abituata alla difesa a tre di Van Gaal, invece Hiddink ha scelto quella a quattro creando confusione in De Vrij e Martins Indi. Orange non pervenuti dalle parti di Sirigu nel primo tempo, solo possesso palla sterile.

La mano di Conte, nonostante sia stata partita “vera” solo per dieci minuti, si vede nell’atteggiamento. Nelle improvvise verticalizzazioni, nel pressing e nelle ripartenze velenose. E anche in qualche fraseggio di buon livello tecnico. Tante le aspettative sul conto dell’ex tecnico juventino, e la prima non le ha deluse.

Squadra compatta con i tre difensori che riescono ad anestetizzare Van Persie e soci, De Rossi regista, abile nei lanci per gli esterni e a dare i ritmi alla squadra. Che non sono ancora quelli di quella che è stata la Juve di Conte, ma si rivelano efficaci.

Due le novità nella formazione rispetto alla vigilia: Darmian laterale destro e Giaccherini mezzala. Gli esterni fanno un lavoraccio, ma sono principalmente dei terzini e lì davanti non incidono più di tanto. Giaccherini e Marchisio fanno pressing e ripartono. E lì davanti Immobile firma il primo gol in maglia azzurra. Zaza all’inizio sembra frastornato dall’esordio, poi inizia a carburare fino a diventare una spina nel fianco della difesa Orange.

Non accadeva da sedici anni che un ct azzurro vincesse al debutto, l’ultimo era stato Zoff: Conte c’è riuscito nella “sua” Bari (nel 2009 ha portato i galletti in serie A) dove è stato accolto in maniera trionfale e dove la Nazionale non ha mai perso. Ha dato spettacolo l’Italia, a tal punto da sembrare lontana parente di quella che nelle ultime dieci partite aveva vinto appena una volta. Buona la prima, ma la strada per risalire la china. Molto lunga.

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