Argentin: occhio al meteo, oggi sarà più dura del 1987

ROCCARASO. Il 28 maggio 1987 il Giro d'Italia arrivò a Roccaraso e ci fu il trionfo, in maglia iridata, del veneto Moreno Argentin. Quel giorno di 33 anni fa la tappa non salì fino all'Aremogna, ma...
ROCCARASO. Il 28 maggio 1987 il Giro d'Italia arrivò a Roccaraso e ci fu il trionfo, in maglia iridata, del veneto Moreno Argentin. Quel giorno di 33 anni fa la tappa non salì fino all'Aremogna, ma si fermò sulla rampa di via Vallone San Rocco, alle porte del centro abitato di Roccaraso. Argentin, 60 anni il prossimo 17 dicembre e tredici successi in carriera nella corsa rosa, racconta al Centro le sue impressioni sulla tappa di oggi e su questa particolare edizione del Giro d'Italia.
Che ricordo ha della vittoria a Roccaraso del 1987?
«Giornata indimenticabile. Nel finale c'era una breve salita, adatta alle mie caratteristiche, e mi imposi con una lunga volata davanti a Franco Chioccioli sfruttando il lavoro della mia squadra (la Gewiss-Bianchi, ndc). Quell'anno vinsi tre tappe al Giro e farlo indossando la maglia di campione del mondo è stato ancora più bello».
La tappa di oggi può dare un'impronta diversa alla classifica generale?
«Si sale fino all'Aremogna, perciò l'arrivo è di sicuro più impegnativo di quello di 33 anni fa. C'è poi da tenere d'occhio anche il fattore del meteo. I corridori di classifica sono chiamati a dare un segnale forte anche perché, al di là dei rischi di stop legati al Covid, non si sa come proseguirà il Giro nelle ultime due settimane. Si vocifera che nelle prossime tappe, a causa della neve, possano saltare sia lo Stelvio che il Colle dell'Agnello e, di conseguenza, potrebbe essere utile guadagnare secondi preziosi in giornate come quella di oggi».
Chi vede tra i favoriti?
«Difficile fare previsioni. Domani c'è il giorno di riposo e qualcuno, tra i big in gara, potrebbe tentare di fare qualcosa nella salita conclusiva e lanciare un messaggio alla concorrenza».
Può essere una frazione adatta al teatino Giulio Ciccone?
«C'è l'incognita sul suo stato di forma. Dipende da come sta e dal tipo di lavoro che dovrà fare per il suo capitano Vincenzo Nibali. Si corre, però, su strade che conosce e se Giulio trova il colpo di pedale dei giorni migliori può sperare di dire la sua. Ciccone è un corridore di assoluto valore».
Nibali, a suo parere, può ambire a vincere il Giro?
«Sicuramente. Vincenzo è un diesel e già sull'Etna ho visto che ha dato dei segnali incoraggianti. Nibali può ancora crescere, sul piano fisico, e può essere un serio candidato alla vittoria finale».
Che rapporto ha con l'Abruzzo?
«Ottimo. L'Abruzzo è una regione che ha da sempre una grande tradizione nel ciclismo. Sono amico di Stefano Giuliani, c'è stima reciproca fin dai tempi in cui correvamo e ricordo che in gruppo ci metteva sempre di buon umore. Grazie al suo impegno Giuliani sta riportando il trofeo Matteotti a livelli importanti. Gli faccio i complimenti per quello che fa».
Gaetano Lombardino
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