Argento Mondiale, l’Italia si ferma solo ai rigori

4 Luglio 2022

Grande rimonta degli azzurri nella finale di Budapest, ma la Spagna si impone ai tiri dai cinque metri

BUDAPEST. Il Settebello si ferma al settimo tiro di rigore. La Spagna vince dai cinque metri 15-14, ed è campione del mondo dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi 9-9 (3-3, 0-3, 3-2, 3-1). Parità anche dopo la prima serie di rigori (4-4). Al secondo round dei tiri ad oltranza Granados segna il suo, ma Cannella trova un super portiere davanti a sé. L'Italia, campione del mondo uscente deve accontentarsi dell'argento, ma la delusione è tanta, come dimostrano le lacrime degli azzurri a fine gara. «È stata una bellissima partita, un grande spettacolo: certo poteva andare diversamente», le parole del ct Sandro Campagna. «Abbiamo avuto una reazione da grandissima squadra. Voglio ringraziare i ragazzi per quello che hanno fatto, so che adesso è forte la delusione, ma bisogna reagire perché ci aspettano, da qui alle olimpiadi di Parigi, due anni impegnativi, in cui ci saranno due europei, uno ad agosto a Spalato, ed altrettanti mondiali: sono certo che saremo all'altezza come sempre. Questa squadra ha avuto una crescita esponenziale. Alla vigilia in pochi avrebbero scommesso che questa squadra sarebbe andata sul podio mondiale». Da Sopron a Budapest. Otto giorni dopo Italia e Spagna si ritrovano di fronte. Il 25 giugno nel girone preliminare la Spagna vinceva 14-12 in rimonta. Alla Alfred Hajos c'è la rivincita che vale oro. Partenza a handicap per gli azzurri: passano 59” e nella ripartenza Granados Ortega fa 0-1, ne trascorrono altri due e il Var assegna il gol a Munarriz Egana perché la parata di De Lungo sul tiro dello spagnolo è avvenuta oltre la linea di porta. Ruggisce il Settebello che riacciuffa la Spagna e chiude il primo tempo 3-3. L'Italia torna ad inseguire. Granados ha il braccio caldo e ne segna altri due, Tahull Compte si alza dall'acqua e schiaccia a colpo sicuro, Del Lungo deve fare gli straordinari ma non basta. Dall'altra parte Aguirre sembra insuperabile; la bomba di Echenique e il missile di Presciutti trovano le sue braccia. La Spagna non molla un centimetro. Entra Nicosia al posto di De Lungo che si è fatto male alla mano. Campagna cerca di dare la scossa. Nel terzo tempo e la squadra di Martin Lozano si porta due volte sul +4, prima Marziali e poi Cannella non la lasciano allontanare troppo (5-8). Nicosia fa il Del Lungo e in paio di occasioni salva gli azzurri. La Spagna gioca bene, si trova con facilità e arriva sempre alla conclusione, anche a uomini pari. Fondelli da posizione due fa 6-8 e fa segno “stiamo calmi”. Nicosia offre lo spunto in controfuga ma l'azione svanisce. Poi afferra la palla all'ultimo affondo iberico e si va al quarto tempo con due gol da recuperare. Dopo 1'15” Famera spinge in rete l'assist di Perrone dalla destra e si nuota di nuovo controcorrente. Il rigore dopo 45 secondi è provvidenziale: il pescarese Di Fulvio fulmina Aguirre. Intanto Di Somma esce per gioco scorretto. Ultimi quattro minuti bollenti. A tre dalla fine tutta la rabbia e la grinta azzurra nel tiro di Dolce che spacca la porta per il -1. La Spagna accusa il colpo, sbanda dietro e allora è il momento di spingere. Presciutti fa esplodere mezza piscina con il suo tiro da quasi cinque metri che vale il pareggio (9-9 quando rimane poco più di un minuto). Si va ai rigori. Inizia a tirare la Spagna. E stavolta, 30 anni dopo la finale olimpica vinta dagli azzurri a Barcellona, si impkngono le Furie Rosse.