ASTA DIRITTI TV E LITI, CALCIO AUTOLESIONISTA

12 Giugno 2017

Calcioscommesse, stadi vuoti, violenza, liti nelle stanze dei bottoni e altro ancora. Da anni il mondo del calcio viene picconato, dentro e fuori dal Palazzo. Però, il pallone rotola, perché le...

Calcioscommesse, stadi vuoti, violenza, liti nelle stanze dei bottoni e altro ancora. Da anni il mondo del calcio viene picconato, dentro e fuori dal Palazzo. Però, il pallone rotola, perché le televisioni assicurano soldi a cascata per assicurarsi i diritti. Un miliardo di euro l’anno nell’ultimo triennio. Adesso, però, l’asta per i diritti tv del 2018-2021 è stata annullata perché le offerte non sono state ritenute soddisfacenti. Sarà riformulata. Ma la sensazione è che le televisioni si stiano facendo due conti e abbiano capito che il prodotto calcio, in Italia, non ha più il fascino di un tempo. La crisi economica ha il suo peso, certo. Ma liti e scandali finiscono per ledere l’immagine del pallone nostrano afflitto da debiti e caratterizzato da una gestione contorta. Un movimento gestito da Carlo Tavecchio, presidente della Figc e commissario della Lega A, la Confindustria del pallone che deve vendere un prodotto svalutato agli occhi della gente. Che non attira più sponsor come una volta. Di conseguenza, le televisioni giocano al ribasso. Non al rialzo come auspicato dalle società della serie A che, nei mesi scorsi, non sono riuscite a mettersi d’accordo nemmeno per eleggere il presidente. La stessa cosa in serie B. Le due principali leghe calcistiche in lite, incapaci di eleggere una governance. Con queste premesse come è possibile pensare che possano monetizzare al massimo lo spettacolo che offrono? I nodi, quindi, cominciano a venire al pettine. E l’asta annullata sabato è un campanello d’allarme indicativo. Magari nei prossimi mesi si troverà una quadra; magari sarà realizzato un canale tv della Lega serie A che trasmetterà le partite in diretta; magari il calcio ritroverà fascino nei tifosi. Sta di fatto che questo è uno dei punti più bassi del sistema calcio italiano. Nemmeno la paura di rimanere fuori dal Mondiale 2018 è riuscita a scuotere i padroni del vapore che hanno bocciato la richiesta del ct Ventura di anticipare l’inizio della serie A a prima di Ferragosto per avere una Nazionale più pronta in vista del match del 2 settembre, al Bernabeu, contro la Spagna che deciderà la lotta al vertice del girone di qualificazione. Niente da fare, l’autolesionismo al potere!
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