Asta: ko duro da digerire abbiamo giocato bene

Il tecnico: «In attacco facciamo fatica, per questo le sto provando tutte» Foggia: «Questa partita deve farci credere ancora di più nel nostro lavoro»
TERAMO. C'è amarezza, al termine della gara, nell'ambiente biancorosso. La sconfitta contro il Gubbio, arrivata dopo otto risultati utili di fila, è una doccia gelata sul Teramo. La svolta auspicata alla vigilia, dunque, non c'è stata. Il tecnico Antonino Asta si presenta in sala stampa con aria sconsolata. «Un ko del genere è duro da digerire», dice l'allenatore biancorosso, «abbiamo giocato il miglior primo tempo della mia gestione, tra l'altro con un secondo rigore per noi che mi sembrava netto, e abbiamo pagato a caro prezzo due ripartenze micidiali degli avversari. Perdere così, senza meritarlo, è un segnale fortemente negativo ed è questo che mi fa riflettere. Nella ripresa si è giocato a una porta, il pareggio non è arrivato solo per pura sfortuna o per qualche bella parata del portiere del Gubbio. Sinceramente non potevo chiedere di più ai miei ragazzi, sotto tutti i punti di vista. E' chiaro che sarebbe stato meglio vincere, ma questa sconfitta fa parte del processo di crescita del Teramo. Guardando la classifica, per fortuna, la nostra situazione non cambia più di tanto. Dobbiamo pensare a salvarci il più presto possibile. Lo sappiamo e lo sapevamo già, al di là dell'esito di questa partita».
Nell'analizzare più nel dettaglio il match, Asta sottolinea: «Non è una questione di modulo. Rifarei le scelte fatte. Con il 3-4-3 siamo andati bene e poi nel secondo tempo avevo il bisogno di giocare con due esterni larghi e due punte centrali nel tentativo di recuperare lo svantaggio. Non potevamo fare altrimenti. Non dobbiamo fare i leziosi, in qualche circostanza, perchè perdiamo la nostra reale dimensione e dimentichiamo ciò che siamo. La sostituzione di De Grazia? Volevo cambiare qualcosa in mezzo al campo con un elemento che avesse altre caratteristiche. L'attacco fa fatica, lo dicono i numeri. In quel reparto le sto tentando tutte, impiegando di volta in volta tutte le punte, per trovare le soluzioni migliori».
L'attaccante Ciro Foggia, tornato al gol dopo più di un mese, non fa drammi e prova a trasmettere positività al gruppo: «La prestazione c'è stata. In fin dei conti a condannarci è stato un blackout di due minuti. Non temo contraccolpi sul piano mentale, anzi. Questa partita deve farci credere ancora di più nel lavoro che stiamo facendo e non deve assolutamente minare le nostre certezze. Il modulo? Con il tridente arrivano più occasioni da rete. Nel finale di gara abbiamo fatto molta confusione in avanti. Adesso pensiamo alla trasferta contro il Renate. Sarà dura e lo sappiamo, ma il Teramo non deve avere timori nè snaturarsi dopo una sconfitta del genere».
Dopo il fischio finale, nel parapiglia scaturito in mezzo al campo, Foggia è apparso molto nervoso, in particolare nei confronti di Kalombo (autore del gol del momentaneo 1-1), che avrebbe esultato in maniera ritenuta un po' esagerata dall'attaccante biancorosso.
In casa del Gubbio è tanta la soddisfazione per il colpaccio del Bonolis, arrivato dopo due sconfitte di fila. Il tecnico Dino Pagliari, ex Chieti e Virtus Lanciano, è felice: «Questa vittoria va a compensare quello che in altre trasferte non eravamo riusciti a raccogliere. A mio avviso è una vittoria meritata, frutto del cinismo della mia squadra e del grande lavoro di un gruppo così giovane a mia disposizione. Non era facile espugnare il Bonolis. Devo fare i complimenti ai ragazzi. Le decisioni dell'arbitro? In genere non le commento, perciò non posso dare un giudizio sui due rigori reclamati dal Teramo e su quello che invece gli è stato assegnato».
Gaetano Lombardino
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