Atalanta blindata a Zingonia Gomez: «Il virus non ci batterà»

6 Marzo 2020

BERGAMO. «Con molto amore possiamo andare avanti, prenderci cura ma non aver paura, aiutiamoci a vicenda per prevenire. Il virus non ci batterà». Tra preoccupazione sullo sfondo e fiducia, l'appello...

BERGAMO. «Con molto amore possiamo andare avanti, prenderci cura ma non aver paura, aiutiamoci a vicenda per prevenire. Il virus non ci batterà». Tra preoccupazione sullo sfondo e fiducia, l'appello del Papu Gomez nel ritratto di famiglia su Instagram racconta il mondo Atalanta ai tempi del Coronavirus.
I nerazzurri si accingono ad affrontare l'appuntamento più importante della storia esattamente come dovranno farlo a Valencia il 10 marzo: a porte rigorosamente chiuse (così come Getafe-Inter di Europa League). Allo stadio Mestalla l'ottavo di ritorno di Champions si giocherà in un clima surreale, coi 2.377 tifosi nerazzurri, in attesa del rimborso del pacchetto viaggio Ovet e dello storno da Vivaticket per i 240 biglietti singoli in vendita libera, comunque in vena di scherzi a suon di meme: sui social network, la foto di uno degli idoli sul campo che applaude il pubblico è accompagnata da un «De Roon spiega alla gente come ci si lava le mani».
Dell'emergenza sanitaria la società preferisce non parlare, anche perché potrebbe bastare un giocatore infetto a compromettere la stagione: a Zingonia si lavora da settimana scorsa blindati nel Centro sportivo Bortolotti, adottando le prescrizioni, non ultime la lista di 21 nel decreto del Governo di mercoledì.
I pronunciamenti del governo spagnolo e della Comunitat Valenciana hanno reso una formalità l'ufficializzazione dell'Uefa, comunque consapevole dei rischi: l'ottavo di finale di Youth League della Primavera atalantina contro il Lione, inizialmente previsto il 3 marzo nella sede di Zingonia, è stato spostato a porte chiuse al 10 alle ore 15 sul campo neutro del Centro tecnico federale di Coverciano.
Prevenzione a parte, c'è il Gewiss Stadium di Bergamo separato soltanto da un tratto di circonvallazione dalla possibile zona rossa della Bassa Valseriana. La Regione Lombardia sta alla finestra: l'assessore alla sanità Giulio Gallera ha parlato di orientamento dell'Istituto Superiore di Sanità verso «misure importanti», raccomandando «prudenza nei Comuni della zona a nordest di Bergamo», mentre il Governo ha rinviato la decisione di colorare di rosso l'area della Bergamasca a maggior rischio di contagio.
Roberto Di Candio