Auteri: se ti chiami Pescara, devi vincere

Il tecnico biancazzurro suona la carica: «Parola d’ordine? Resettare tutto e tornare coesi. Giocheremo un calcio collettivo»
PESCARA. Tre look diversi e un unico obiettivo: provare a vincere e riportare il Pescara in serie B. Dietro alla scrivania dell’Ekk hotel, diventata per l’occasione una carina mixed zone, sono seduti il ds Luca Matteassi con un’elegante giacca blu, il presidente Daniele Sebastiani in maglia scura e il tecnico Gaetano Auteri in camicia chiara. Chi cercava nomi di mercato e l’attaccante da 20 gol è rimasto deluso, ma le parole di Auteri, frizzanti e senza peli sulla lingua, hanno dato brio al caldo pomeriggio dell’Ekk hotel.
«Vincere? Nessuno me lo ha chiesto esplicitamente, ma poi dobbiamo essere onesti. Conoscete qualcuno che va in campo per perdere? Io gioco sempre per vincere», dice Auteri. «Se poi sei ad una piazza che si chiama Pescara, devi farlo senza indugio. Resettare tutto e tornare ad essere coesi sarà la parola d’ordine». Auteri poi si sofferma sul suo concetto di calcio. «Io poco elastico? Non direi, ho delle linee guida. Mai pensato di imporre niente a nessuno. Giocheremo un calcio collettivo, di simbiosi. La voglia di primeggiare sarà un fatto dominante e avremo un nostro filo conduttore. Di sicuro se ci sono delle risorse importanti nel gruppo squadra sarà mio compito e mio dovere valorizzarle».
È un’apertura verso i giocatori sotto contratto che sulla carta non sono adatti al 3-4-3? «Io non chiudo mai la porta a nessuno e mai lo ho fatto. I giocatori sono delle risorse della società e sarebbe un delitto non valorizzarle solo per essere attaccato a dei numeri».
Proviamo a parlare di mercato con Auteri, ma la bocca è super cucita. «D’Ursi? Certo che potrebbe far parte del contesto, ma la lista di nomi è davvero ampia. Galano, Memushaj, Busellato e Drudi? Ma di che parliamo? Vogliamo discutere le qualità di questi giocatori? Io so quali sono funzionali e lo sapete anche voi. Ma poi ci sono delle leggi di mercato». Ultima battuta sul girone e se questo influenzerà le scelte di mercato. La risposta è secca e chiara. «No, assolutamente no».
Auteri passa il microfono a Luca Matteassi. Il neo ds da 1 a 10 vorrebbe parlare zero di mercato ma poi si sbottona tenendo, però, nascosti gli obiettivi. «Abbiamo le idee molto chiare e vi dico che quattro o cinque giocatori nuovi si aggregheranno già nel primo giorno di ritiro. Però, ve lo dico subito, a me non piace fare i nomi». Matteassi va avanti e la parola chiave diventa resettare. «Se si è retrocessi vuol dire che, in buona fede, ci sono stati degli errori. Dobbiamo ora essere uniti per costruire un qualcosa d’importante e che soddisfi tutti. Come sarà la squadra? Un mix di giocatori esperti e giovani, ma soprattutto che abbiano voglia di vestire la maglia del Pescara. Chi tentenna va da un’altra parte». Matteassi non fa nomi, proviamo a sollecitarlo noi. «Zappella e Illanes potrebbero essere ai dettagli, con Ingrosso stiamo parlando. Zappella? Nel 3-4-3 di Auteri farebbe il quarto a destra».
Poche parole, ma come sempre significative, quelle del presidente Daniele Sebastiani. «Andare subito in B? Posso dire che abbiamo l’obbligo di provarci e di fare una squadra competitiva che se la possa giocare con tutti. Veniamo da due retrocessioni sul campo e vuol dire che abbiamo sbagliato noi, ma anche i giocatori. Mercato? Io credo che ci saranno sei o sette undicesimi nuovi. Poi ci sono i giovani e la nostra Primavera ha grandi risorse. Gliozzi e D’Ursi? Ci piacciono, ma non abbiamo parlato ancora con Monza e Napoli. I giocatori sotto contratto? Sono forti, e sono un lusso per la C», risponde Sebastiani. «Siamo certi che si troverà una soluzione utile per tutti. Di sicuro chi resterà dovrà farlo con voglia ed entusiasmo».
Ultima battuta sul possibile girone. «Al momento siamo a quello centrale, ma tra decisioni Covisoc e ripescaggi non posso avere oggi la certezza. Ma credetemi: centro o sud cambia davvero poco. E lo scorso anno i play off hanno dimostrato che il girone C non è così forte come si dice». Suona il gong, Matteassi, Auteri e Sebastiani salutano e corrono via. C’è una squadra da costruire e qualche caso spinoso da risolvere. E anche in fretta.
Enrico Giancarli
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