Auteri: «Siamo impauriti, ora testa bassa e lavorare»

Il tecnico deluso: «Squadra in deficit fisico e mentale. Dai cambi mi aspetto di più» L’esterno Zappella amaro: «Difficoltà evidenti, ma vogliamo riscattarci da subito»
PESCARA. Gli esperimenti continuano, i risultati non arrivano. La difesa resta fragile, in mezzo si soffre da matti, davanti si sbarca il lunario ma serve a poco: due scontri diretti in casa, zero punti 5 gol subiti. E forse è finito un amore, quello con la curva, semmai fosse sbocciato.
Perché mister, cosa non va? «Cosa non va, siamo alle solite», sbotta infastidito il tecnico biancazzurro, «alla resa dei conti avevamo fatto un buon primo tempo. Ma se poi stai sempre a rincorrere diventa difficile, non è un problema di equilibrio, semmai subentra un po’ di paura, peso delle responsabilità. Devo ammettere che me ne ero accorto già a Chiavari» prosegue quasi in un monologo Auteri, «si paga il dispendio fisico e soprattutto mentale. Pompetti dietro è sacrificato? No, nessuno gli vieta di salire, ma oggi (ieri per chi legge) era alla terza partita dopo un infortunio ci sta il calo. Poi», aggiunge Auteri, «confesso che mi aspettavo un po’ di più dai nuovi entrati». Insomma, dopo dieci giornate bilancio in deficit. Che voto si darebbe? «Voto. Non c’è voto, ma Certo non sono contento, io mi metto sempre in discussione. Ma ci tengo a dire che in certi momenti siamo stati meglio di loro, che faticavano meno di noi e si limitavano a inseguire».
Ci sarebbe da osservare che stavolta anche davanti il Pescara ha prodotto poco, certamente meno rispetto al solito. «Nel secondo tempo forse è vero, ma nel primo abbiamo creato anche noi buone occasioni», prosegue il tecnico biancazzurro, «poi, è vero, siamo stati meno ordinati, meno lucidi. Anche Ferrari ha accusato un po’ di stanchezza, comprensibilmente (ma è rimasto fino alla fine in campo, con due sostituzioni ancora disponibili, ndc). Un po' abbiamo subito il loro strapotere fisico», aggiunge poi Auteri, che quasi subito corregge la mira, «che poi non era tanto strapotere ma solo più ordine e maggiore tranquillità. Buttavano palla in avanti e se ne stavano sulle loro».
Mister, si insegue perché prima si subisce, non crede? «Si ma non ho visto problemi di equilibrio di squadra, l'ho già detto, certo se pigliano gol così, da palla laterale, con un pallone alto buttato lì, a difesa schierata, se lasciamo girare l'uomo in area senza attaccarlo. Poi il rigore, pure lì... Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti».
E si va avanti ancora un po' sulla linea degli errori e delle paure. Errori e timori che specialmente in casa Pescara si ripetono da un po'.
E nemmeno l’esterno Davide Zappella riesce a trovare un perché. «Fuor di dubbio che abbiamo accusato difficoltà, ma non è certo l'impegno che ci manca», sottolinea il classe 1999, «noi le vorremmo vincere tutte. E ora abbiamo solo voglia di reagire, riscattarci, tirare fuori l'orgoglio». E magari anche altro, come ha urlato non solo la curva biancazzurra a fine gara.
Walter Nerone

