Avezzano e il derby che profuma di promozione

27 Dicembre 2014

Da una parte il Paterno capolista, dall’altra i biancoverdi che inseguono: è sfida Di Gregorio-Paris

AVEZZANO. Una rivalità che attualmente cova sotto la cenere e che viene contenuta diplomaticamente da dichiarazioni improntate al rispetto reciproco, ma prima o poi Paterno e Avezzano saranno costrette a giocare a carte scoperte e allora dovrebbe venir fuori il vero spirito sportivo di entrambe. Trovare due marsicane a combattere per la promozione diretta in serie D, all'inizio di questo campionato di Eccellenza non era pronosticabile, ma sono state sufficienti le prime partite per intuire che a rompere le uova nel paniere alle cosiddette favorite (Avezzano, Angolana, Francavilla), sarebbe stato proprio il Paterno, ultimo arrivato e quindi variabile impazzita nei calcoli più o meno esatti di dirigenti, tecnici e giornalisti.

I nerazzurri del confermato Fabio Iodice hanno impiegato pochissimo a calarsi nella parte dei guastafeste, ed è lo stesso presidente Angelo Di Gregorio a confermarlo: «In estate non pensavamo assolutamente di poter conquistare così tanti punti, ma col trascorrere delle giornate, ci siamo convinti di avere un complesso forte sia in campo che fuori, composto da veri professionisti che sono in grado di gestire al meglio ogni situazione». Il patron nerazzurro, secondo il proprio costume, preferisce camminare ancora a fari spenti e senza strombazzamenti: «Abbiamo preso la convinzione di avere una squadra valida, dopo aver visto i risultati conseguiti fuori casa, dove riusciamo a sfruttare le nostre caratteristiche che, se mantenute, potranno consentirci anche di salire in serie D».

Il primo posto del Paterno, sicuramente non fa fare salti di gioia al presidente dell'Avezzano Gianni Paris: «La realtà è sotto gli occhi di tutti e siamo consapevoli di dovercela battere fino in fondo con i cugini nerazzurri, per cui chiederò ai miei di tirare fuori quella fame di vittorie che da sola può fare la differenza».

Inevitabile comunque per Paris, volgere lo sguardo al recente passato: «Dei cinque anni da presidente, questo è quello in cui ho commesso più errori, scegliendo inizialmente persone sbagliate sia nello staff tecnico che nei giocatori, tra i quali rimpiango la cessione di Iommetti che spero torni da noi il prossimo anno. Se potessi, al Paterno toglierei Bolzan ed anche Aquino, ma visto che non è possibile, spero di poter vedere sempre in campo undici giocatori come Pasquale Moro, vero esempio di attaccamento alla maglia».

A volte, che l'annata possa essere quella giusta, si percepisce anche da alcuni dettagli, come quello legato alla vicenda Borrello. Avventurarsi oggi in un qualsiasi pronostico, appare estremamente azzardato, ma è impressione generale che il derby di ritorno sia già cominciato.

Plinio Olivotto

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