Avezzano, esame fallito: va ko in casa

I marsicani raddrizzano una gara iniziata male, ma sono costretti alla resa: alla fine è il Matese a prendere i tre punti
AVEZZANO1
MATESE2
AVEZZANO (3-4-1-2): Coco 6; Scatozza 6 (35’ st Pellecchia), Filosa 6,5, Vaccaro 6; Labonia 4,5, Donatangelo 6,5, Bianciardi 6 (22’ st Carrotta 5,5), Paris 5,5 (14’ st Marietti 5); Bittaye 5,5 (29’ st Casolla); Cissé 5,5, Dos Santos 5. A disposizione: Oddi, Carrotta, Ficara. Sassarini, Selle, Sbarzella. Allenatore: Scorsini.
MATESE (4-3-1-2): Palombo 6; Masi 6, Szyska 6,5, Nocerino 6, L. Setola 5,5; Ricciardi 6,5 (43’ st Rabini), Ricamato 6,5, Langellotti 5,5; Esposito (16’ pt Napoletano 6,5); Sacko 6,5, Sorrentino 6,5 (38’ st Carnevale). A disposizione: Governali, E. Setola, De Rosa, De Biasi, D’Andrea, Rodi. Allenatore: Urbano.
Arbitro: Mazzoni di Prato.
Reti: 12’ pt Ricamato, 37’ pt Scatozza, 32’ st Napoletano.
Note: 46’ st espulso Napoletano; ammoniti Masi, Nocerino; angoli 8-1; recupero 1’ pt 4’ st; spettatori 450.
AVEZZANO
Due errori in fase difensiva costano all’Avezzano la seconda sconfitta interna dopo la beffa dei tre rigori subita dal Fano. Reduci dal rotondo successo esterno di domenica scorsa contro il Nuova Florida, i biancoverdi erano attesi alla controprova per stabilire, una volta per tutte, se la tifoseria poteva aspirare a qualcosa di più di una semplice salvezza. Il responso del campo è stato però impietoso ma, come ha affermato l’allenatore ospite Urbano a fine gara, il risultato di parità sarebbe stato quello più giusto. Qualche accusa di troppo ai giocatori a fine gara poi non è andata giù a mister Scorsini, che ha difeso a spada tratta i suoi ragazzi.
Inizio in salita per i biancoverdi, che già al 12’ vanno in svantaggio sul primo e unico corner per i campani. Sul tiro di Esposito, in area si crea una mischia che viene risolta da Ricamato con una deviazione un tantino fortuita, che manda la palla ad insaccarsi all’incrocio dei pali. I marsicani accusano il colpo e per oltre 20’ è il Matese a farsi preferire, almeno fino a quando Esposito, il loro uomo d’ordine, non deve uscire per infortunio. Poi sale in cattedra l’Avezzano che al 37’ pareggia: Bittaye batte una punizione sulla sinistra e, sul pallone indirizzato in area, il più reattivo è Scatozza che spinge in fondo al sacco all’altezza del secondo palo.
Raggiunta la parità, la truppa di Scorsini spinge sull’acceleratore alla ricerca del vantaggio, che sfiora prima con Cissé (39’) e poi con Labonia (40’), stoppato in extremis in calcio d’angolo. E poi la ripresa, con i soliti cambi che però non portano giovamento ai padroni di casa. Gli ospiti invece capitalizzano al massimo uno svarione di Labonia che cicca letteralmente un pallone, consegnandolo di fatto a Napoletano che arma il sinistro e batte l’incolpevole Coco insaccando sotto il sette.
Negli spogliatoi Urbano riconosce che «il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma il gioco del calcio è fatto anche di questi episodi che da soli decidono chi deve vincere». Di umore nero Scorsini: «Una partita che mi lascia l’amaro in bocca, perché a condannarci sono stati due episodi, capitati in mezzo a una prestazione che, al di là di qualche errore, mi resta difficile immaginare di non aver portato a casa almeno un punto«. Poi il tecnico pone l’accento sul clima negativo che si respira intorno alla squadra: «Non lo trovo giusto, perché non abbiamo mai detto che avremmo voluto vincere il campionato; il nostro obiettivo dichiarato è sempre stata la salvezza, per cui non accetto che si venga a criticare un gruppo che sta dando il massimo in ogni circostanza, non lo permetto neppure ai tifosi di insultare qualcuno dei ragazzi, il responsabile sono io, prendetevela con me».
Plinio Olivotto
MATESE2
AVEZZANO (3-4-1-2): Coco 6; Scatozza 6 (35’ st Pellecchia), Filosa 6,5, Vaccaro 6; Labonia 4,5, Donatangelo 6,5, Bianciardi 6 (22’ st Carrotta 5,5), Paris 5,5 (14’ st Marietti 5); Bittaye 5,5 (29’ st Casolla); Cissé 5,5, Dos Santos 5. A disposizione: Oddi, Carrotta, Ficara. Sassarini, Selle, Sbarzella. Allenatore: Scorsini.
MATESE (4-3-1-2): Palombo 6; Masi 6, Szyska 6,5, Nocerino 6, L. Setola 5,5; Ricciardi 6,5 (43’ st Rabini), Ricamato 6,5, Langellotti 5,5; Esposito (16’ pt Napoletano 6,5); Sacko 6,5, Sorrentino 6,5 (38’ st Carnevale). A disposizione: Governali, E. Setola, De Rosa, De Biasi, D’Andrea, Rodi. Allenatore: Urbano.
Arbitro: Mazzoni di Prato.
Reti: 12’ pt Ricamato, 37’ pt Scatozza, 32’ st Napoletano.
Note: 46’ st espulso Napoletano; ammoniti Masi, Nocerino; angoli 8-1; recupero 1’ pt 4’ st; spettatori 450.
AVEZZANO
Due errori in fase difensiva costano all’Avezzano la seconda sconfitta interna dopo la beffa dei tre rigori subita dal Fano. Reduci dal rotondo successo esterno di domenica scorsa contro il Nuova Florida, i biancoverdi erano attesi alla controprova per stabilire, una volta per tutte, se la tifoseria poteva aspirare a qualcosa di più di una semplice salvezza. Il responso del campo è stato però impietoso ma, come ha affermato l’allenatore ospite Urbano a fine gara, il risultato di parità sarebbe stato quello più giusto. Qualche accusa di troppo ai giocatori a fine gara poi non è andata giù a mister Scorsini, che ha difeso a spada tratta i suoi ragazzi.
Inizio in salita per i biancoverdi, che già al 12’ vanno in svantaggio sul primo e unico corner per i campani. Sul tiro di Esposito, in area si crea una mischia che viene risolta da Ricamato con una deviazione un tantino fortuita, che manda la palla ad insaccarsi all’incrocio dei pali. I marsicani accusano il colpo e per oltre 20’ è il Matese a farsi preferire, almeno fino a quando Esposito, il loro uomo d’ordine, non deve uscire per infortunio. Poi sale in cattedra l’Avezzano che al 37’ pareggia: Bittaye batte una punizione sulla sinistra e, sul pallone indirizzato in area, il più reattivo è Scatozza che spinge in fondo al sacco all’altezza del secondo palo.
Raggiunta la parità, la truppa di Scorsini spinge sull’acceleratore alla ricerca del vantaggio, che sfiora prima con Cissé (39’) e poi con Labonia (40’), stoppato in extremis in calcio d’angolo. E poi la ripresa, con i soliti cambi che però non portano giovamento ai padroni di casa. Gli ospiti invece capitalizzano al massimo uno svarione di Labonia che cicca letteralmente un pallone, consegnandolo di fatto a Napoletano che arma il sinistro e batte l’incolpevole Coco insaccando sotto il sette.
Negli spogliatoi Urbano riconosce che «il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma il gioco del calcio è fatto anche di questi episodi che da soli decidono chi deve vincere». Di umore nero Scorsini: «Una partita che mi lascia l’amaro in bocca, perché a condannarci sono stati due episodi, capitati in mezzo a una prestazione che, al di là di qualche errore, mi resta difficile immaginare di non aver portato a casa almeno un punto«. Poi il tecnico pone l’accento sul clima negativo che si respira intorno alla squadra: «Non lo trovo giusto, perché non abbiamo mai detto che avremmo voluto vincere il campionato; il nostro obiettivo dichiarato è sempre stata la salvezza, per cui non accetto che si venga a criticare un gruppo che sta dando il massimo in ogni circostanza, non lo permetto neppure ai tifosi di insultare qualcuno dei ragazzi, il responsabile sono io, prendetevela con me».
Plinio Olivotto

