Avezzano parte in quarta e sbanca Sansepolcro

5 Settembre 2016

I biancoverdi s’impongono di slancio sul campo della ripescata squadra toscana Il presidente Paris felice: «Con questi tifosi possiamo davvero puntare in alto»

SANSEPOLCRO. Buona la prima per l’Avezzano, che espugna il difficile terreno del Buitoni a spese del ripescato Sansepolcro, mandando in visibilio la trentina di tifosi al seguito. Solida in difesa, ben organizzata tatticamente e cinica nel colpire: la compagine di Tortora ha dimostrato di avere più di una dote facendo leva sul 4-3-3 al quale il Sansepolcro ha risposto con il suo 4-3-1-2 senza la squalificata punta Mortaro, sostituito da Braccalenti.

Abruzzesi più brillanti dei locali in apertura, grazie a un pressing alto che non tarderà nel dare i suoi frutti. Un paio di tentativi, il primo all’8’ di Padovani con tiro debole e impreciso, il secondo al 13’ di Lopinto ancora fuori bersaglio, poi al 16’ i biancoverdi passano in vantaggio: Leto soffia il pallone a Gorini e serve Aquino, il quale si libera e fa partire una precisa parabola di sinistro che gonfia l’incrocio dei pali con Kikrri immobile. Immediato il tentativo di risposta del Sansepolcro, con un traversone di Gorini e il colpo di testa di Mattia sul fondo.

Nel frattempo, Schenardi riposiziona le pedine a centrocampo, spostando in mezzo Mattia e a destra Da Santis. I padroni di casa non riescono tuttavia a operare il cambio di passo che si rende necessario, anche se nella parte finale del tempo cominciano a rendersi pericolosi: l’avvisaglia arriva al 34’ da un conclusione di Giorni dalla distanza e poi, al 36’, dal piede di Piccinelli sulla destra parte il pallone giusto per Bortolussi, che si libera del difensore ma Lewandowski è bravo nel chiudere e nel respingere la botta ravvicinata dell’attaccante.

Nella ripresa, Schenardi cala la carta Calderini per dare più robustezza al reparto offensivo, ma il Sansepolcro si distingue solo per l’impegno e per i calci d’angolo collezionati: al 22’, sulla lunga rimessa laterale di Giorni, è Gorini dalla distanza a chiamare Lewandowski all’intervento in mezzo a una selva di gambe e comunque la formazione biturgense continua a rimanere leziosa, per cui bisogna ricorrere a soluzioni a sorpresa, come quella che tenta Silvestri in volée di collo pieno al 36’ dal limite, ma la parabola supera il montante. Nella classica azione di alleggerimento, l’Avezzano trova al 41’ il rigore che chiude il match: un pallone che sembrava perso viene alzato a campanile da Sassarini, Kikrri esce di pugno e la sfera rimane in area dove Tersini rovina addosso a Leto e per l’arbitro è rigore e ammonizione. Lo stesso Leto si presenta dal dischetto e fa centro. Sorride l’Avezzano, mentre gli spettri della passata stagione aleggiano ancora sul Sansepolcro. Dice il presidente dell’Avezzano Gianni Paris (il forfait al microfono di Tortora ha un sapore scaramantico): «Dopo la vittoria in Coppa il mister ha deciso di non parlare a fine partita. Spero allora che continui questo silenzio fino al termine del campionato. Una vittoria molto meritata, la nostra. Ho visto una squadra dotata di personalità, che ha nella difesa e nei giovani il suo punto di forza. E poi, due volte è uscita e due volte ha colpito. Avezzano che punta in alto? La città vorrebbe questo; speriamo che anche con l’aiuto dei tifosi – ai quali rivolgo il ringraziamento per averci seguito fino in Toscana – si possa ottenere il meglio».

Claudio Roselli