Avezzano, Tortora punge Morgia

30 Agosto 2016

Il tecnico dei marsicani: «Non condivido la sua analisi della gara». L’Aquila prende il difensore Sembroni (ex Pescara)

AVEZZANO. Adrenalina ancora a livelli elevati in casa biancoverde. D'altronde vincere un derby (anzi, il derby!) dopo oltre 22 anni dall'ultimo confronto diretto, non potrebbe lasciare indifferenti. Appagati il giusto, ma negli occhi c'è ancora il bel colpo d'occhio degli spalti dello stadio dei Marsi e il calcio di rigore messo a segno da Leto allo scadere della prima frazione. Tutto come nei sogni del presidente dell'Avezzano Gianni Paris: «Da quando sette anni fa ho preso le redini di questa squadra, non ho fatto altro che pensare di riportarla tra i professionisti e di vincere un derby contro L'Aquila; ebbene, uno dei due obiettivi l'ho raggiunto, per l'altro spero di arrivarci quanto prima». Ma c'è anche un'altra cosa che ha lasciato soddisfatto il patron marsicano: «E' stata l'unione del gruppo. Vedere i ragazzi aiutarsi l'un l'altro quando i rossoblù mantenevano il loro sterile possesso di palla, mi ha dato la conferma di un complesso organizzato e mai in affanno». Sugli scudi ovviamente il reparto difensivo: «Pacchetto ordinato che da buone garanzie per il futuro, pur se composto da quasi tutti under; spero che diventi il nostro punto di forza».

E poi una rapida proiezione sul campionato che prenderà il via domenica: «Andremo a San Sepolcro per giocarcela a viso aperto, e sarà così ogni domenica e contro ogni avversario». Domenica pomeriggio, in sala stampa è inaspettatamente mancato il condottiero. Al triplice fischio del direttore di gara, Pino Tortora è sparito dalla circolazione. «Ho ritenuto giusto che a prendersi la scena fossero i ragazzi e solo per questo sono andato via, ma a cose fatte, ritengo di aver agito per il meglio, se non altro per non entrare in polemica con le dichiarazioni del collega (Morgia ndc) che non condivido (aveva parlato di tattica ostruzionistica dell’Avezzano, ndc) affatto». Sulla partita Tortora non ha dubbi: «Nel calcio contano i risultati, e sapendo di avere di fronte un avversario di elevato spessore, ho scelto di giocare una gara di attesa, cercando di colpire al momento giusto, e alla fine è andata bene».

Plinio Olivotto

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