Avezzano, un altro pari Il Delfino FP recrimina
Il tecnico pescarese Bonati è una furia: «Ci hanno negato un rigore»
AVEZZANO. Finisce in pareggio e il solo punto conquistato non fa muovere più di tanto una classifica che in teoria lascia ancora la porta aperta all’Avezzano, mentre per la Delfino Flacco Porto le possibilità di agguantare la vetta appaiono ridotte al lumicino. Ma a fine gara, l’allenatore pescarese Bonati avrà parole di fuoco nei confronti del direttore di gara e del presidente del comitato regionale Ezio Memmo, rei, a suo dire, di non voler concedere alla sua squadra i calci di rigore che avrebbe meritato già nelle due partite precedenti. In particolare Bonati cita l’episodio capitato al 12’ della ripresa quando in area avezzanese Marzucco è finito a terra sotto gli occhi dell’arbitro.
Ma torniamo alla gara, che mister Torti decide di affrontare con l’innesto di Braghini e Hyka fin dal primo minuto, con quest’ultimo a far coppia in avanti con Pendenza, e con il fantasista pronto ad agire alle spalle, sfruttando il proprio tasso tecnico. L’avvio è di marca ospite, con Petre che al 1’ impegna Patania in angolo con un destro dalla distanza e con lo stesso numero 9 che al 4’ gira in porta ma troppo fiaccamente. L’Avezzano si scuote e, dopo un tentativo abbastanza velleitario di Laguzzi, trova la rete del vantaggio a conclusione di una bella manovra che vede Pendenza nelle vesti di suggeritore e Spinola in quello del cecchino. Il diagonale rasoterra è imparabile e, 9’ più tardi, Braghini stoppa un pallone al limite e da fermo indirizza verso la rete di Calore che si salva con l’aiuto della traversa. Da rilevare ancora una bella combinazione tra Hyka e Pendenza che non può concludere per l’opposizione di Albanese, e al 32’ il Delfino pareggia. Tine Mori prende palla sulla destra, si accentra e appena dentro l’area lascia partire un diagonale che si insacca proprio sul palo controllato da Patania. La reazione dell’Avezzano porta Castro a colpire la base del palo su un calcio di punizione dal limite che avrebbe meritato miglior fortuna.
Nella ripresa, Pendenza deve lasciare il posto a Vincenzi per un infortunio e con l’ingresso del centrocampista, Spinola passa a fare la punta centrale, un ruolo che l’argentino non ama particolarmente. Un colpo di testa di Di Gianfelice manda la palla di poco sopra la traversa e al 12’ si verifica l’episodio che negli spogliatoi ha mandato in bestia il tecnico pescarese Bonati. C’è una mischia in area locale e Marzucco termina a terra sotto gli occhi del direttore di gara che fa ampi gesti invitando a proseguire. Al 19’ il Delfino sfiora il vantaggio su calcio di punizione che Patania sventa a dieci centimetri dalla linea bianca. Prima della fine, per l’Avezzano c’è una combinazione fra Blanco e Di Virgilio, ma Calore se la cava ancora senza danni e dopo sei minuti di recupero si torna negli spogliatoi a rimuginare su ciò che poteva essere e che invece non è stato.
Le interviste. Il presidente Paris ci spera ancora: «Il pareggio tra Chieti e L’Aquila lascia la porta aperta alla speranza, anche se oggi una vittoria ci avrebbe rilanciati alla grande nel discorso promozione». Torti è il ritratto della delusione: «Quando hai le occasioni e non le sfrutti per chiudere la partita, alla fine devi accontentarti quasi di niente, ma ai ragazzi non me la sento di rimproverare nulla, perché l’impegno in campo non è mai mancato; l’unica cosa che è mancata è stato un pizzico di fortuna in occasione del palo e della traversa». Bonati è un fiume in piena e si scaglia contro la direzione arbitrale: «Il fallo su Marzucco era chiarissimo e qualcuno mi deve spiegare perché a noi non vengono concessi questi rigori. È già successo sia contro l’Aquila che contro il Chieti, per cui se dobbiamo fare da sparring per le avversarie, che ce lo dicano chiaramente, perché così mi sento preso in giro e la cosa non mi sta assolutamente bene».
Plinio Olivotto
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