Baldini sfida il maestro: a Napoli prendevo appunti

Il tecnico del Perugia con Zeman nel 2000: «Ho un quaderno pieno di schemi suoi Il Pescara grande squadra, ci sarà da divertirsi perché potrà accadere di tutto»
PESCARA. Il calcio, in Italia, è infarcito di allievi di Zeman. Il 76enne boemo è in panchina dagli anni Settanta e ha allenato tanti giocatori che poi sono diventati allenatori. Tra questi l’ex difensore Francesco Baldini, 49 anni, che adesso guida il Perugia. Stasera saranno di fronte al Curi. Baldini è stato allenato da Zeman per poco tempo, a Napoli. Era la stagione 2000-2001, il club di di Ferlaino non navigava in buone acque, tanto è vero che quel campionato lo chiuse al sedicesimo posto. Zeman a Napoli durò pochissimo insomma, non avendo la possibilità di lavorare come avrebbe voluto, ma quelle sei partite videro un solo giocatore sempre in campo: Baldini, che di quella squadra era il capitano. «Avevo 25 anni e studiavo da allenatore già allora», ama raccontare Baldini, « tenevo un quaderno sul quale appuntavo gli schemi di gioco, oltre a impressioni più o meno colorite per gli allenamenti massacranti del boemo. Non lo mostrerò mai a nessuno, ma sono grato a Zeman per quanto mi insegnò. Il suo esonero fu un grande rammarico. E’ un allenatore che non si può tenere per cinque partite, aveva bisogno di tempo per lavorare. È un maestro perché tante cose le ho imparate dalla sua idea di calcio. Ho sempre pensato che fosse molto avanti nei tempi. Penso alla mentalità di Guardiola», dice spesso, «effettuando un pressing alto, lo svolgimento di un certo tipo di lavoro quando si perde palla, Zeman ci ragionava già 30 anni fa. E’ stato un grande maestro, mi rammarica averlo avuto per poco tempo». L’esonero di Zeman arrivò il 12 novembre 2011, guarda un po’ dopo un pareggio (1-1) al Curi contro il Perugia.
Stasera il tecnico di Praga riabbraccerà Baldini che alla vigilia ha ribadito che «il mister è un maestro per me». Zeman ha detto che vuole sorprendere il Perugia sul piano del ritmo e Baldini replica: «Non è mica detto che noi siamo più lenti del Pescara. Credo che sarà una bella partita aperta ad ogni risultato, perché loro sono una grande squadra». E poi: «Non abbiamo preso giocatori di nome nomi, Ricci a parte, ma la C non si vince con le figurine. L’acquisto migliore? Dell’Orco».
Sulla squadra: «È stata costruita una squadra che ha voglia di correre», ha aggiunto il tecnico degli umbri che hanno esordito con un pareggio in trasferta. «Bisogna lottare partita per partita per vedere dove può arrivare. Non esiste mai un allenatore soddisfatto alla chiusura del mercato, ma si sono presi giocatori utili al nostro modo di vedere il calcio. Magari non di nome e di prestigio, tranne Ricci che è voluto venire qui a tutti i costi, gli altri hanno voglia di correre e di lottare. Si è abbassata l’età media della squadra, cosa importante, era un obiettivo della società». Attesi 4-5mila spettatori sugli spalti. (r.c.)
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