Barbuti: il Teramo deve restare operaio

Serie C, l’attaccante tra i protagonisti della serie positiva biancorossa: «Con Maurizi è arrivata la spinta in più per tutti»
TERAMO. Dalla zona play out alla zona play off. In poco meno di due settimane il vento è decisamente cambiato in casa Teramo. La cura-Maurizi (tre vittorie in tre partite) sta andando oltre le più rosee aspettative, tanto da fare sognare qualcosa in più di una tranquilla salvezza. Tra i biancorossi, dopo la vittoria contro il Ravenna, la parola d'ordine è: vietato farsi illusioni, ma godersi in modo spensierato il momento positivo dopo le (tante) sofferenze delle ultime stagioni. I numeri, però, parlano chiaro: da quando in panchina c'è Agenore Maurizi il Teramo non ha più perso un colpo, battendo in rapida sequenza Fano, Monza e Ravenna con cinismo, carattere e quel pizzico di buona sorte che nelle recenti gestioni tecniche non c'era stata. Di cose da migliorare ce ne sono tante, a cominciare dallo sviluppo della manovra, ma la situazione di classifica attuale permette al Diavolo di lavorare con tranquillità. Il 3-5-2 si sta confermando un modulo imprescindibile per il Teramo, che ha raccolto 10 punti in quattro gare giocate con il nuovo sistema di gioco. In attacco continuano ad esserci più ombre che luci, anche se il gol del successo contro il Ravenna lo ha firmato Riccardo Barbuti su rigore. L'ultima rete in maglia biancorossa dell'attaccante emiliano risaliva a dieci mesi fa, cioè al 2-0 rifilato al Mestre il 22 dicembre. Poi Barbuti è andato in prestito al Gavorrano, ma la retrocessione in D dei toscani ha "costretto" il Teramo a riprenderselo. In estate, proprio quando il divorzio sembrava vicino, Barbuti ha scelto di prolungare il contratto fino al 2020. «Voglio ripagare la fiducia della società», dice il 26enne attaccante, «e mi sento in dovere di lottare su tutti i palloni. La scelta di allungare il mio rapporto con il Teramo è la testimonianza di quanto io ci tenga a questa maglia. Assaporare la gioia di tre vittorie consecutive è bello, ma è meglio restare umili. Non dobbiamo mollare mentalmente nè sentirci forti. Bisogna mantenere uno spirito operaio. Con Maurizi c'è stata la spinta in più per tutti».
Rischio squalifica. Attenzioni rivolte alle decisioni del giudice sportivo, attese per oggi. C'è curiosità di scoprire se l'espulsione rimediata domenica da Maurizi (a quanto pare per eccesso di esultanza dopo l'illusione ottica del gol su un tiro di Zecca) comporterà la squalifica del tecnico romano. Considerando che anche il vice allenatore, Edmondo De Amicis, è stato espulso e dovrebbe essere appiedato per un turno, chi andrebbe in panchina a Fermo se venissero squalificati entrambi? In preallarme c'è il ds Sandro Federico, che può eventualmente usufruire di una deroga.
Gaetano Lombardino
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