Bari-Castel di Sangro, Albieri tornerà in tv

L’ex calciatore domenica sera ospite a “Non è l’Arena”, ma in passato anche lui diffidò McGinnis
PESCARA. Il caso Bari-Castel di Sangro 3-1 del 15 giugno 1997 continua a tenere banco, dopo la denuncia di una presunta combine nel corso della trasimissione televisiva “Non è l’Arena” di Massimo Giletti a La7. In primis perché l’emittente privata che fa capo a Urbano Cairo ha annunciato che domenica ci sarà una seconda puntata sulla vicenda. E nel corso della trasmissione sarà ospite in studio Luca Albieri, l’ex calciatore del Castel di Sangro che domenica sera ha parlato del presunto illecito sportivo, andato ormai prescritto. La presenza è stata annunciata dallo stesso Albieri che, però, in una intervista a La Nuova Ferrara ha parzialmente corretto il tiro, dicendo che non si sente un pentito del calcio e che ha raccontato solo quanto si fiutava nell’aria quella settimana che portava all’ultima giornata del campionato di serie B 1996-1997. E che si è verificato, secondo l’ex calciatore di origine estense. La7 avrebbe invitato anche Gabriele Gravina, l’ex presidente giallorosso oggi a capo della Lega Pro. Gravina, però, avrebbe declinato l’invito per concentrarsi nella raccolta del materiale da allegare alla querela che ha intenzione di presentare nei confronti di Luca Albieri, della trasmissione “Non è l’Arena” e dell’ex sangrino che ha raccontato anche lui - in forma anonima e senza sapere di essere ripreso dalla telecamera - di un presunto illecito di Bari-Castel di Sangro del 1997 nel corso del programma andato in onda domenica sera.
Una vicenda, va ricordato, di cui si è dibattuto già davanti a un’aula di tribunale, a Sulmona. Il Gup, nel novembre del 1999, ha condannato per diffamazione lo scrittore Joe McGinnis in relazione alle anticipazioni del libro pubblicato in America; nell’aprile del 2003, invece, un’altra condanna, questa volta per calunnia, sempre a carico di McGinnis che la sera di Bari-Castel di Sangro, al ritorno in paese, aveva appeso cartelli sul porto di ingresso delle abitazioni di Jaconi e di alcuni giocatori contenenti frasi offensive. McGinnis, morto nel 2014, era stato il primo ad adombrare sospetti sulla partita di fine stagione. Ma i suoi dubbi non trovarono soddisfazione in tribunale.
Oggi, a distanza di anni, il caso è tornato alla ribalta ed è curioso notare come il principale accusatore, Luca Albieri, all’epoca aveva firmato, insieme ad altri ex giocatori, la diffida per impedire la pubblicazione in Italia del libro di McGinnis, uscito solo nel Usa.
In Italia è uscito un libro pubblicato dalla Kaos in una versione edulcorata, cancellando gli stralci passibili di querela relativi a Bari-Castel di Sangro. Originariamente, alla fine degli anni Novanta, il libro di McGinnis doveva essere pubblicato in Italia dalla Garzanti che, però, non diede seguito all’idea originaria. Il motivo è spiegato in un’email del direttore editoriale, Gianandrea Piccioli. La Garzanti, infatti, aveva fatto vedere a due diversi avvocati il testo originario del libro e entrambi avevano concordato nel dire che era passibile di querela per diffamazione con tanto di risarcimento danni. E Piccioli non volendo correre rischi aveva chiesto all’autore di eliminare i passaggi ritenuti diffamanti.
Il tutto va inquadrato in un rapporto controverso avuto da Joe McGinnis con il Castel di Sangro nel corso della stagione 1996-1997, come si evince dalla documentazione allegata alle sentenze del tribunale di Sulmona. Lo scrittore ora non c’è più e al centro della ribalta c’è Luca Albieri che in giallorosso ha giocato due stagioni, quella della promozione in serie B, 1995-1996, e quella della salvezza nei cadetti.
Domenica sera spiegherà meglio il suo pensiero. E magari chiarirà il motivo per cui prima ha firmato la diffida per non far uscire il libro di McGinnis in Italia e poi, dopo tanti anni, ha rilanciato i sospetti del compianto scrittore americano.
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