Baroni ci crede: «Giochiamo in casa, vinciamo»

Il tecnico è il grande ex della partita: nessun rancore, devo solo ringraziare la famiglia Maio
PESCARA. Dimenticare Modena. È questo l’input che Marco Baroni dà alla squadra dopo l’infausta trasferta in Emilia. «Dobbiamo lasciarci alle spalle», afferma l’allenatore del Pescara, «tutto quello che è successo, senza fare vittimismo. Anzi, bisogna imparare da queste situazioni e ripartire con l’atteggiamento giusto. Peccato per la sconfitta che ci ha impedito di dare continuità ai due successi precedenti». Nonostante le decisioni discutibili dell’arbitro Ghersini, almeno fino al calcio di rigore il Pescara non ha rischiato nulla, anche se in avanti ha prodotto poche occasioni da gol. «Siamo partiti abbastanza bene, poi c’è stata una reazione del Modena che abbiamo controllato senza difficoltà. Nel secondo tempo loro avrebbero rischiato qualcosa in più e avremmo potuto sfruttare maggiormente gli spazi. Purtroppo sappiamo come è andata a finire». La testa è già al derby, una gara particolare che coinvolgerà anche i sentimenti di Baroni, autore di un ottimo campionato l’anno scorso in terra frentana. «Devo soltanto ringraziare la società dei Maio e tutti i ragazzi che hanno lavorato con me raggiungendo un buon risultato. Non spetta al sottoscritto dire se ho più dato o ricevuto durante la scorsa stagione». Comunque, l’addio e il passaggio al Pescara hanno deluso gli sportivi lancianesi. «Ho sempre lavorato con il massimo impegno ovunque mi sia stata data la possibilità. Lo scorso giugno abbiamo tutti voltato pagina per cui è giusto che ora ognuno guardi il proprio orticello». Massimo rispetto per l’undici di Roberto D’Aversa. «Il Lanciano è una squadra tosta formata da un gruppo consolidato. Non mi sorprende vederla in quella posizione. Rispetto alla mia gestione vengono sfruttati meno i giovani e più quelli che hanno contribuito a rendere la struttura solida e l’ambiente sereno. Ma giochiamo in casa e vogliamo fare una bella figura. Ci teniamo per noi stessi e per il nostro pubblico. In ogni caso, avere due squadre in questa categoria è un premio per l’intero Abruzzo».
A differenza di quanto è accaduto a Lanciano, a Pescara Baroni non è ancora riuscito a trasferire ai biancazzurri i suoi famosi schemi su palla inattiva. «È sempre difficile fare paragoni. Ci stiamo lavorando e dobbiamo ampi margini di miglioramento. Bisogna consolidare bene situazioni di questo tipo perché dai calci da fermo scaturiscono tanti gol e occasioni».
Giovanni Tontodonati
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