Baroni: «Gara perfetta, ho visto un gran Pescara»

29 Dicembre 2014

L’allenatore è raggiante dopo la vittoria allo stadio Picchi (la quarta fuori casa): «Non ci siamo disuniti dopo lo svantaggio, adesso però voliamo basso»

LIVORNO. Un buon Pescara, un ottimo Pescara. E la vittoria al Picchi di Livorno è il giusto premio per la squadra biancazzurra che conquista tre punti preziosi per la classifica e per l’autostima: avanti così il Pescara può togliersi grandi soddisfazioni nel girone di ritorno. Marco Baroni analizza così la partita, l’ultima di un girone d’andata stile montagne russe: un po’ su, un po’ giù. Non il massimo della vita e nemmeno delle aspettative, sue e dei tifosi, ma da un paio di mesi a questa parte il Pescara ha cambiato marcia e da gennaio in poi potrebbe essere tutta altra storia. «Sono soddisfatto», afferma il tecnico, «perché i ragazzi hanno disputato una gara intelligente, attenta, determinata. Hanno messo in pratica tutto quello che avevamo preparato in allenamento: ad esempio, sapevamo che il Livorno ci poteva far male se lo avessimo lasciato avvicinare alla nostra area e così abbiamo deciso di andare in pressione sui centrocampisti per costringere i portatori di palla avversari al lancio lungo. Per questo non sono d’accordo con chi parla di un Livorno brutto: piuttosto va sottolineata la prestazione del Pescara e quindi parlerei di un bel Pescara». Il piano ha funzionato. «La squadra», aggiunge Baroni, «non si è disunita nemmeno quando ha subìto il gol dell’immeritato svantaggio. Eravamo partiti bene creando gioco e occasioni e abbiamo continuato a farlo nonostante il passivo: alla fine i risultati arrivano quando le cose sono fatte nel modo giusto». Successo meritato al culmine di una prova confortante: la pausa porta riposo e fiducia, quello che serve per ricominciare al meglio la seconda parte del campionato. Intanto, Baroni trova un motivo al ritardo (adesso contenuto) in classifica. «Ovviamente paghiamo un conto salato alle prime sei giornate: i tre punti fatti allora pesano e continuano a pesare. Poi, ribadisco la difficoltà di allestire un gruppo con così tanti nuovi calciatori e con ben 14 stranieri: era chiaro che ci volesse un po’ di tempo, ma adesso posso dire che ci siamo riusciti uscendo gradualmente dalle difficoltà e questo è motivo di soddisfazione ancora maggiore».

La svolta è stata un’altra. «Il cambio di assetto. Avevo ereditato una squadra che incassava 2,5 reti a partita, ora mi sembra una storia diversa». Ce n’è a sufficienza per spostare in avanti l’obiettivo, ma Baroni pigia forte il freno. «Obiettivi? Sempre uno solo: crescere e migliorare». Ma una cosa non può fare a meno di mettere in evidenza. «Nelle ultime nove partite abbiamo conquistato appena un punto in meno del Carpi». Infine, le parole sentite su Maniero: «Non si sapeva nemmeno se restava oppure no a luglio, ma io ho deciso di dargli piena fiducia: se il ragazzo mi segue, può fare cose importanti, perché ha ampi margini di miglioramento». Francesco Gensini