Baroni: il mio Pescara non fa catenaccio

L’allenatore replica al presidente Sebastiani: «Con lui ho parlato. A Vicenza siamo stati poco propositivi e non difensivisti»
PESCARA. Presidente, cosa non le è piaciuto a Vicenza? «Abbiamo lasciato l'iniziativa agli avversari che erano più agguerriti, ma il Pescara non può fare il catenaccio e sfruttare il contropiede; al contrario deve entrare in campo per comandare la partita». Daniele Sebastiani, lunedì, in una lunga intervista al Centro, senza giri di parole, è andato dritto al cuore del problema. Il presidente dei biancazzurri ha puntato il dito su alcuni aspetti negativi del Delfino, ma, al momento, non ha colpevolizzato Marco Baroni. L’allenatore gode della stima del club, ma è chiaro che le prossime tre partite saranno importantissime per il futuro. Un doppio scivolone con Carpi e Bari potrebbe aprire scenari diversi.
Baroni, come sempre, non si scompone e risponde senza problemi al presidente, con il quale è stato a cena anche lunedì sera. «Ho parlato con lui», conferma il tecnico fiorentino. «Non voglio mettere tutti d'accordo, ma, forse, la squadra nei primi 20’ di gara con il Crotone è stata l'unica volta in cui ha fatto una fase d'attesa molto bassa nelle 9 gare fin qui disputate, e lo dicono i dati. A Vicenza il Pescara si è difeso con la linea alta e ha concesso poco. Forse il problema è che siamo mancati nella gestione e nell'attacco alla porta. Perdevamo palla troppo facilmente». Quindi, punti di vista differenti. «Si, sono delle visioni, ma forse a Vicenza non è stato così. La squadra è stata poco propositiva, ma non difensivista. Non avevamo un baricentro a 5 metri dalla porta», e ancora: «se parliamo della gara di Crotone, nei primi 20', sono d'accordo. Il Crotone è la squadra che in categoria gioca meglio e che sa mettere le squadre dietro. Sono stati devastanti per 25' e ci hanno costretti a difenderci bene. In B, a volte, bisogna anche difendersi, perché alla fine noi dobbiamo fare punti e dobbiamo essere bravi anche a non prenderle». Baroni un po’ infastidito da alcune dichiarazioni di Sebastiani? «No, ieri sera (lunedì, ndr) siamo stati insieme. La critica secondo me serve, anche se posso condividerla o meno. Non è stata una invasione di campo da parte del presidente». Baroni risponde alle critiche, ma non vuole sentire parlare di involuzione dopo la pessima gara disputata a Vicenza. «Faccio fatica a vederla così», dice, «Sono arrivate 2 vittorie, 8 gol fatti e uno subito. Nell’ultima gara credo che abbiano influito le decisioni arbitrali, tra un fuorigioco inesistente e un rigore dubbio. A caldo ho preferito lasciare perdere, ma alcune decisioni hanno inciso sulla gara, anche se siamo stati troppo imprecisi e poco lucidi nell’attaccare la profondità». Guardare avanti e lavorare, è questo il suo slogan: «Non è un caso se giochi male e fai risultato. La B è questa. Sotto il profilo della manovra abbiamo fatto un passo indietro, ma anche nell’approccio alla gara bisogna migliorare. Bisogna giocare con serenità e coraggio e, forse, nonostante le due vittorie, abbiamo avuto un po’ paura». Baroni contro il Carpi deve far tornare il sorriso al Pescara, ma senza stravolgere il sistema di gioco: «No, quello mai. Può cambiare qualcosa in base agli uomini che schiero», magari con Melchiorri e Maniero insieme in attacco dal primo minuto. «Certo, se sta bene possono coesistere con Melchiorri esterno, anche se quest’ultimo può dare l’ampiezza del campo come Pasquato e Caprari».
Lazzari ko. L’allenatore studia le mosse, ma dovrà farlo calcolando l’assenza di Lazzari. Il centrocampista, infatti, dovrà saltare almeno due gare per una brutta contusione alla spalla sinistra. Contro il Carpi, Baroni, dovrebbe proporre Guana (ieri assente per motivi familiari) davanti alla difesa con Nielsen e Bjarnason interni di centrocampo. Ieri, infine, Zampano è andato a segno nella selezione della B Italia.
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